FIFA è un videogioco speciale. Non solo perché rappresenta la più completa simulazione dello sport più amato dal nostro Paese ma, soprattutto, perché, da solo, tiene in piedi buona parte del mercato videoludico italiano. FIFA, infatti, è sempre in testa alle classifiche dei giochi più venduti in Italia e, grazie ai suoi profitti, finanzia la distribuzione e l’adattamento di progetti decisamente più di nicchia.

FIFA 15, ultima incarnazione del gioco calcistico di EA, è arrivato nei negozi da qualche giorno e, per la prima volta, abbandona le sponde sicure di Xbox 360 e Playstation 3 per proporre un gioco progettato interamente con in testa le potenzialità della console di nuova generazione. Il motore tecnico EA Ignite (già visto, in parte, all’opera nell’edizione dello scorso anno) fa un nuovo passo avanti, proponendo partite sempre più realistiche e credibili, dove i giocatori si scontrano, il terreno di gioco subisce danni e il pallone si muove in maniera realistica con rimbalzi e movimenti che sembrano usciti da una diretta di Sky. EA Sports ha lavorato molto sul motion capture degli atleti, cercando di riprodurre al meglio i gesti atletici di tutti i più grandi campioni del calcio con rovesciate, stop, tiri e calci piazzati. L’enorme lavoro di raccolta dati e riproduzione degli schemi fatto dagli sviluppatori si nota, ovviamente, nei match fra le squadre di alto livello. Juventus – Chelsea è molto più simile alla sua controparte reale rispetto a Sassuolo – Atalanta, tuttavia l’idea di calcio che David Rutter, designer capo della serie di FIFA, ha in mente emerge chiaramente dopo un paio di partite. Dimenticate il calcio all’italiana, il catenaccio e la difesa a oltranza; FIFA 15 premia i giocatori offensivi, che fanno girare la palla e attaccano fino all’ultimo. Questa scelta scontenterà alcuni, soprattutto chi preferisce un approccio più ragionato alle simulazioni calcistiche, tuttavia era necessaria per mantenere il videogame di EA Sports al passo con i tempi.

Il lavoro maggiore fatto da EA Sports si concentra su un giocatore in particolare, spesso e volentieri vessato dalle critiche dei tifosi e della stampa specializzata: il portiere. FIFA 15 integra un sistema del tutto nuovo per la gestione degli estremi difensori e, oltre a una intelligenza artificiale migliorata, i numeri 1 vantano ora animazioni decisamente più realistiche rispetto al passato, con tuffi, respinte di pugno, parate sul secondo palo e, giusto per rendere il tutto ancora più realistico, incredibili papere difensive. Come ogni anno FIFA 15 concede molto poco ai giocatori inesperti o troppo frettolosi, il gioco di EA Sports richiede dedizione e impegno, nonché una buona capacità di adattamento: dominare la complessa arte del dribbling o dosare gli interventi senza finire sempre sul taccuino dell’arbitro non è affare da poco e, come sempre, la differenza fra un esperto e chi non mastica troppo calcio si nota appena messe le mani sul pad.

EA, insomma, non ha deluso le aspettative e, anche quest’anno, FIFA sembra destinato a dominare pressoché incontrastato sia il genere delle simulazioni calcistiche (Pro Evolution Soccer sembra aver abbandonato ogni velleità competitiva da qualche anno) sia le classifiche di vendita diventando, come sempre, il titolo più desiderato dai giocatori del Bel Paese. FIFA 15 è disponibile su Xbox One, Playstation 4, PC, Playstation 3, Wii, PSVita, Nintendo3DS e iOS.

A cura di Nicolò Carboni

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