Tarda primavera del 1986, Domenica Sportiva. Carlo Sassi con il suo fido tecnico Eron Vitaletti mostra all’Italia intera le immagini rallentate dell’eliminazione della nostra nazionale di calcio, campione uscente, dai mondiali messicani. In realtà, i casi per la sua moviola questa volta non sono molti, visto che gli azzurri di un demotivato Bearzot, escono senza gloria e polemiche agli ottavi, ad opera della Francia. Praticamente in contemporanea, in America, i proprietari delle allora 28 squadre della NFL (il campionato pro di football americano) prendono una storica decisione, sempre in materia di moviola (per loro istant replay): scelgono di utilizzarla, non più solamente come un gadget per i telespettatori a casa, ma anche come un aiuto per gli arbitri in campo.

Il football è uno sport complicato, che, nonostante disponga di sette refrees sul terreno, spesso e volentieri incappa in situazioni impossibili da giudicare in tempo reale dal semplice occhio umano. Negli anni Ottanta, la tecnologia ha accelerato il passo in maniera esponenziale, accorpando i computer alle produzioni tv, rendendo così possibile un utilizzo reale dei replay, da parte degli arbitri, a pochi metri dal campo di gioco. I primi a capire tutto questo sono proprio i presidenti della NFL, che vogliono che tutto sia chiaro per tutti: limpidezza assoluta sui direttori di gara, per tutelare gli stessi, ma soprattutto le centinaia di milioni di dollari che loro hanno investito nel business football.

Il primo caso di utilizzo sul campo dell’istant replay appena approvato arriva quasi subito, a campionato appena iniziato. Nel settembre dello stesso anno, in una partita tra gli allora campioni in carica di Chicago e Cleveland, una piccola disputa viene risolta grazie al video replay della CBS, messo a disposizione dell’arbitro principale. Ma il primo vero e proprio test per la “moviola in campo” arrivera’ nel novembre del 1989, con sempre i Bears di Chicago protagonisti, questa volta contro i loro rivali di sempre, i Green Bay Packers. Negli ultimi secondi di gioco, gli arbitri annullano una meta a Green Bay assegnando la vittoria ai Bears, ma dopo aver visionato le immagini alla tv, cambiano idea, dando buona la segnatura dei Packers che vincono quindi l’incontro.

Nei 28 anni che sono trascorsi da quella storica domenica, praticamente tutte le altre discipline sportive, negli Stati Uniti ma non solo, si sono adeguate all’istant replay, dando la possibilità agli arbitri di non passare per fessi (se non per corrotti) nei confronti di milioni di tifosi che potevano rivedere dal divano, decine di volte, quello che a loro era in precedenza impedito. Ci sono sport, come il baseball, che ci sono arrivati con riluttanza, accettando alla fine di adeguarsi dopo l’ennesima accesissima polemica; altri, come il tennis, che hanno invece addirittura dotato giudici e spettatori di una computer grafica (l’eagle eye) per giudicare se una pallina sia dentro o fuori dal campo. Con gli anni, la moviola si è evoluta, ovviamente grazie al continuo upgrade tecnologico, ma anche con varie aggiunte decise per migliorarne l’utilizzo.