Gaute Heivoll, norvegese, nato nel 1978, rappresenta senza dubbio una delle più grandi sorprese letterarie nel panorama scandinavo degli ultimi anni, soprattutto perché le sue tematiche si discostano molto da quelle inflazionate di molti suoi colleghi corregionali. Dopo l’esordio nel 2000 con la raccolta di racconti Liten dansende gutt (Piccolo ballerino), si è imposto nel 2003 con il romanzo Omars siste dager (Gli ultimi giorni di O.), un racconto pieno di mistero su quel che si nasconde dietro i nostri ricordi e ha trionfato con Prima del fuoco, venduto in diciassette paesi, dagli Stati Uniti alla Corea, e premiato con i più prestigiosi riconoscimenti letterari. Proprio quest’ultimo titolo è apparso in Italia, pubblicato da Marsilio (traduzione di Maria Valeria D’Avino) e sta avendo discreto successo.

Domenica 4 giugno 1978 un piromane scatena il panico in una piccola regione rurale del sud della Norvegia. Case e fienili sono ridotti in cenere e il caos si diffonde tra la gente. Mentre una madre osserva ipnotizzata il comportamento sempre più inspiegabile del suo unico figlio, tutti si chiedono chi possa essere il colpevole. Uno di loro.

Nato in quel tempo di confusione, Gaute Heivoll sente la sua vita indissolubilmente legata a quella del piromane. Accostando la storia di chi causò tanta distruzione alla propria, racconta in modo magistrale la follia racchiusa in ogni vita umana, indagando le condizioni che possono scatenarla. Cos’è che spinge ciascuno di noi verso il lato oscuro o il lato luminoso della vita?

Con empatia e stupore, il narratore esplora memoria e perdite di una comunità in cui ogni persona è una storia a sé stante intrecciata a quella di altre. Il suo è un canto dal cuore del rogo, dove le fiamme, insieme alle case e ai ricordi che racchiudono, inghiottono anche un futuro radioso che non è più stato; dove tenere un cerino acceso in mano sembra essere l’unico rimedio alla solitudine e al freddo del presente. E dove il sorriso grande e caldo di una madre è più forte del furore del fuoco che lambisce la vita di ognuno di noi.

Definito dalla critica “vera e propria opera d’arte”, capace di condensare thriller psicologico e romanzo documentario. Prima del fuoco prende le mosse da un episodio realmente accaduto ed è diventato un caso letterario che ha sancito il successo di un autore considerato ormai una delle grandi voci della letteratura nordeuropea.