“Non avere Defranceschi come candidato sarebbe una grande perdita per il Movimento, visto il valore dimostrato in questi cinque anni. Io lo sostengo, lo vorrei come candidato presidente tutta la vita”. All’indomani della comunicazione di candidatura di Andrea Defranceschi alla corsa in Regione e dei suoi dubbi esplicitati sulla norma “anti-inquisiti”, Federico Pizzarotti si schiera dalla parte del capogruppo M5S in Regione, frenando sul requisito imposto dallo staff di Beppe Grillo che escluderebbe dalle candidature le persone indagate. “Condivido la linea che ha portato avanti Defranceschi – ha detto Pizzarotti –. Per gli amministratori è molto facile finire al centro di un’indagine a seguito di una querela o di una denuncia, ma la colpevolezza o meno può essere dimostrata solo con un processo”.

Pizzarotti e il consigliere Cinque stelle di Parma hanno sempre collaborato con il gruppo M5S regionale e con Defranceschi dalle scorse elezioni regionali del 2010, prima di arrivare al governo del Comune di Parma. “I rapporti e le competenze che si sono creati e abbiamo condiviso dal 2010 durano ancora oggi, a differenza di altri tipi di dinamiche” ha aggiunto il sindaco del Comune ducale, che è stato ospite per due giorni a Traversetolo, nel parmense, alla Festa Emilia in Movimento, a cui ha partecipato anche Defranceschi. Pizzarotti ha anche esplicitato, come il collega di Bologna, le perplessità sull’introduzione del requisito di non avere indagini a carico nel curriculum dei candidati: “È un requisito che prima non era così evidente, ma è comparso solo ora. Un conto però è una condanna, un conto un’indagine in corso di cui non si conoscono l’entità e i dettagli. Il M5S regionale pubblica sin dal primo giorno del suo lavoro in Regione gli scontrini delle spese. Se ci sono dubbi, basta consultare quelli”.

Il requisito “anti-inquisiti”, contestato anche dai gruppi che sostengono Defranceschi, come il M5S di Montezuno, non era infatti inserito nelle norme per le candidature alle Europee, che sono le elezioni più recenti a cui il Movimento ha partecipato, ma sarebbe comparso solo in occasione di queste consultazioni regionali. Dubbi sulla limitazione che impedirebbe al capogruppo in Regione di correre come rappresentante dei Cinque stelle sono stati già espressi dall’eurodeputato Marco Affronte, e dalle parlamentari Mara Mucci e Giulia Sarti, e in queste ore dall’Emilia Romagna le voci di dissenso corrono tra eletti e attivisti da Piacenza a Rimini e Ravenna. Il dibattito è aperto, così come anche quello sulle certificazioni delle consultazioni online per la selezione dei candidati. In molti vorrebbero un ente terzo di certificazioni per i voti. “In generale se ne parla da tanto e sarebbe importante una certificazione – spiega Pizzarotti – Soprattutto se non si tratta di un semplice sondaggio, ma l’esito della consultazione ha un valore così perentorio e stringente, sarebbe corretto in termini di trasparenza”.

Durante la due giorni organizzata a Traversetolo, che ha coinvolto i gruppi Cinque stelle delle province di Parma, Reggio Emilia e Modena, il primo cittadino della città ducale si è confrontato in un dibattito sul tema rifiuti che ha visto impegnati anche diversi parlamentari Cinque stelle come Carlo Sibilia e Andrea Zolezzi, che hanno discusso di inceneritori, differenziata e futuro sostenibile insieme a esperti del settore come Aldo Caffagnini dell’associazione Gestione corretta rifiuti. Costituzione, giustizia e lavoro sono gli altri temi che sono stati affrontati nel corso della manifestazione e che hanno visto coinvolti deputati e senatori emiliano-romagnoli come Giulia Sarti, Michele Dell’Orco e Vittorio Ferraresi, che si sono confrontati con gli attivisti, raccontando del loro lavoro a Roma in Parlamento.

Ospite della seconda giornata di appuntamenti è stato il segretario generale Fiom Maurizio Landini, che si è confrontato sui temi di economia e lavoro insieme all’imprenditore e fondatore di Buongiorno Mauro Del Rio, ai parlamentari M5S Walter Rizzetto, Francesco Molinari e all’eurodeputato Marco Zullo. Nell’incontro, moderato dal capogruppo del M5S Parma Marco Bosi, si è parlato di articolo 18, disoccupazione, precariato e futuro dell’Italia. “Ridurre il cuneo fiscale, o dare più soldi ai lavoratori o alle imprese – ha detto Del Rio – È un passo nella direzione giusta. Ma per quanto riguarda gli imprenditori, non sempre investire sull’università è un modo per garantire innovazione e sviluppo delle imprese”. Per Landini invece, il problema da affrontare è quello della concentrazione del potere finanziario ed economico. “Non ce n’è mai stata così tanta come ora – ha spiegato – Negli ultimi anni abbiamo assistito a una redistribuzione della ricchezza, con un trasferimento dai salari ai profitti e alle rendite finanziarie pari a 280 miliardi”. Ma per far ripartire l’Italia la riduzione del cuneo fiscale, secondo il segretario, “non andrebbe generalizzata, ma indirizzata alle imprese che investono gli utili nel Paese”. Il plauso di Landini è andato invece agli 80 euro del governo Renzi: “È un’operazione che non va banalizzata perché per una volta si è deciso di dare i soldi a chi non ce li ha, e questo è già un primo passo, vuol dire che si ricomincia a ridistribuire ricchezza e ad affrontare i problemi reali delle persone”.