No al fracking in Italia. La Commissione ambiente alla Camera prende posizione approvando un emendamento (al collegato Ambiente alla legge di Stabilità 2014) che introduce in Italia il divieto per la fratturazione idraulica. Così il relatore al provvedimento Enrico Borghi del Pd, secondo cui il testo chiuso il 4 settembre andrà in Aula tra un paio di settimane. La commissione fa leva proprio sull’assenza di una norma specifica in Italia, che in questo modo sarà invece introdotta al codice ambientale. “È necessario invece introdurre un divieto – spiega Borghi – con l’idea di tutelare falde acquifere e sottosuolo e per promuovere un utilizzo razionale del patrimonio idrico nazionale”. Tra gli enti che dovranno vigilare sull’applicazione della norma ci sarà anche l’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

Pronta la replica del Ministero dello Sviluppo economico, che sottolinea come nel decreto “Sblocca Italia” approvato venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri non è inserita alcuna norma “che autorizzi l’estrazione di shale gas“. È quanto sottolinea il ministero che precisa inoltre che nel decreto non è prevista la possibilità di sviluppare tecniche di fracking sull’intero territorio nazionale. “Oltretutto – si legge infine – la Strategia Energetica Nazionale (SEN) esclude espressamente il ricorso all’estrazione di shale gas”. 

Con il fracking potenti getti di liquidi vengono usati per creare una frattura nelle rocce del sottosuolo che imprigionano petrolio o gas, così da poterli estrarre. Tali liquidi possono contenere, oltre all’acqua, alla sabbia e a varie sostanze chimiche, anche sostanze carcinogene e radioattive. Insieme al problema della destinazione d’uso dell’acqua, quindi, c’è anche il rischio di contaminazione delle falde acquifere. A fine agosto lo Stato della Pennsylvania ha ammesso 243 casi di contaminazione di pozzi privati di acqua potabile causati dal fracking. Una tecnica è molto diffusa negli Stati Uniti, dove il processo ha subito diverse polemiche anche perché identificato tra le cause della diffusione di terremoti, come è successo in Oklahoma a maggio 2014. Tanto che in alcuni stati americani, il processo idraulico è stato condannato per danni ambientali e alla salute. Una tecnica che è diventata molto diffusa anche in Europa, con i prima linea anche il governo di David Cameron che a inizio agosto ha ufficialmente aperto al fracking per puntare a una maggiore indipendenza energetica, nonostante le proteste di ambientalisti e esperti del settore.