E ora spunta pure la “norma transitoria” per garantire che la prescrizione resti corta per gli inquisiti dei procedimenti penali in corso. Come per esempio Berlusconi, Formigoni, Galan e vari esponenti dei rispettivi partiti. Sul versante penale della riforma della giustizia, all’ordine del giorno del consiglio dei ministri di oggi pomeriggio, da un lato non è stato possibile trovare un accordo tra Pd e Ncd (senza contare gli strali di Forza Italia), dall’altro le soluzioni trovate – secondo le indiscrezioni delle ultime ore – sembrano “cambiare verso”sì, ma sempre più a favore del fronte berlusconiano-alfaniano. 

Arriva la stretta sulle intercettazioni, anche se sotto forma di un disegno di legge delega, sul loro utilizzo negli atti giudiziari e sulla loro pubblicazione da parte dei media, con il divieto assoluto di pubblicazione delle conversazioni dei non indagati. E, secondo quanto anticipato da Repubblica, con un’udienza stralcio in cui giudici e avvocati decidoneranno quali file distruggere. Nel gioco del do ut des tra alleati di governo, sull’altro piatto della bilancia c’è l’allungamento dei tempi di prescrizione, ma si profila una riforma monca lontana dalle richieste dei magistrati e della associazioni anti-corruzione. Mentre in altri ordinamenti la tutela del cittadino contro un’azione penale a tempo indeterminato è regolata da norme lineari che in sostanza bloccano la clessidra mentre la giustizia procede con atti concreti, la riforma profila un complesso sistema “a fasce” legato all’andamento dei diversi gradi di giudizio. Anche in questo caso, comunque, Renzi pare intenzionato a optare per un ddl delega, in modo da rimandare più avanti la risoluzione dei nodi.

Stessa probabile sorte per la “ripenalizzazione” del falso in bilancio e per l’introduzione del reato di autoriciclaggio, due pillole indigeste per i colletti bianchi (e per il centrodestra), opportunamente edulcorate: in un caso e nell’altro le sanzioni scatteranno solo nei casi più gravi, graziando i piccoli imprenditori e i riciclaggio di denaro sporco proprio di minore entità. Ideale risarcimento per i due nuovi reati, il netto giro di vite sulla responsabilità civile dei giudici. Ancora in alto mare, infine, la riforma cruciale delle fasi del processo, con limiti alla possibilità di ricorrere in appello e in Cassazione, sia per gli imputati che per i pm. Alla fine, è possibile che nel cdm atteso da settimane l’unico decreto che sarà approvato – quindi subito in vigore – sarà quello sullo smaltimento dell’arretrato nel processo civile. Gli altri testi – a patto che siano davvero resi pubblici nella conferenza stampa conclusiva, dato che in altre occasioni delicate sono passate settimane – imboccheranno vie parlamentari dagli esiti poco prevedibili.