I dati ufficiali saranno presentati il 4 settembre. Ma Fiat ha anticipato, “sulla base delle comunicazioni e delle certificazioni ricevute”, che “il limite di 500 milioni di euro non è stato superato”. Si tratta dell’esborso massimo che l’azienda era disposta a pagare ai soci che avessero chiesto di recedere dall’azionariato (a fronte di un rimborso di 7,727 euro ad azione) dopo il via libera dell’assemblea alla fusione con Chrysler, arrivato l’1 agosto. Il fatto che il budget non sia stato sforato, dunque, significa che il matrimonio dopo il quale la sede legale di Fca sarà spostata in Olanda e quella fiscale a Londra va avanti. Il Lingotto in una nota informa che “si sta preparando all’offerta obbligatoria” delle “azioni per le quali il diritto di recesso è stato validamente esercitato agli altri azionisti Fiat al valore di liquidazione”. Eventuali azioni non acquistate, passati 180 giorni dalla data in cui l’esercizio il diritto di recesso è stato comunicato saranno, dopo la fusione, acquistate da Fca al valore di liquidazione e annullate. Il comunicato di Fiat ricorda anche che “qualsiasi pagamento agli azionisti che abbiano esercitato il diritto di recesso è subordinato al perfezionamento della fusione e si prevede sarà effettuato dopo il suo perfezionamento” e “dopo il completamento dell’offerta in prelazione e dell’offerta al pubblico delle azioni”. Resta ancora da verificare il numero di opposizioni che saranno presentate dai creditori (in questo caso il termine scadrà il 4 ottobre), ma Fiat ritiene “che non sussista alcun rischio per i creditori e non prevede che il processo per l’opposizione dei creditori impedisca il tempestivo completamento della fusione” con Chrysler “intorno alla metà del mese di ottobre”.

L’amministratore delegato Sergio Marchionne ha commentato ricordando “le recenti stravaganze dei mercati azionari e l’andamento delle azioni Fiat negli ultimi giorni (la settimana successiva all’assemblea il titolo era crollato in Borsa proprio su indiscrezioni relative al superamento dei 500 milioni, ndr)“, che “hanno aggiunto a questo processo un grado di complessità inatteso e, a mio modo di vedere, ingiustificato. Mi rassicura il fatto che la stragrande maggioranza dei nostri azionisti abbia scelto di continuare nel proprio impegno di azionisti fedeli”. “La loro fiducia ed il loro sostegno al piano strategico che abbiamo delineato per i prossimi cinque anni“, ha continuato Marchionne, “hanno importanza decisiva in questo momento, in cui entriamo in una fase di realizzazione che migliorerà drasticamente il posizionamento di mercato del nostro Gruppo e dei nostri marchi”.