Mentre si continua a combattere Novoazovsk, nel sudest dell’Ucraina, il presidente russo Putin e il leader ucraino Poroshenko si sono stretti la mano durante la cerimonia della foto di gruppo al palazzo dell’indipendenza di Minsk per il vertice tra Unione doganale (Russia-Bielorussia-Kazakhstan), Ue e Ucraina. Lo riferisce Ria Novosti. E’ il secondo contatto tra i due leader dopo quello del 6 giugno in Normandia per i 70 anni dello sbarco degli alleati. Tema centrale dei colloqui, la situazione umanitaria nell’est dell’Ucraina, dove si continua a combattere. Nel discorso di apertura Putin si è concentrato sul commercio, e ha fatto sapere che una volta attuato l’accordo tra Kiev e Bruxelles dovrà revocare il regime preferenziale per l’import ucraino ed introdurre quello standard (usato anche per la Ue). Putin ha sottolineato che non si tratta di una “discriminazione” ma di una misura per proteggere il mercato russo, e ha richiamato l’accordo di libero commercio della Csi (Comunità stati indipendenti) e le norme Wto.

Accordo Ucraina-Ue di settembre “costerà a Mosca oltre 2 miliardi di euro”
Putin ha dichirato che sperava che Kiev si unisse all’Unione doganale eurasiatica, assieme a Russia, Bielorussia e Kazakistan, perché l’accordo con l’Unione provocherà alla Russia grandi perdite, che richiederanno a Mosca manovre di tutela della sua economia. Intanto il governo russo ha abbassato le sua previsioni di crescita del Pil per il 2015 dal 2% all’1% per la crisi ucraina e le sanzioni occidentali. Per quest’anno è stata mantenuta la previsione dello 0,5%. Lo ha reso noto Oleg Zasov, responsabile delle previsioni macroeconomiche del ministero dell’economia.

Putin: “Nessuna soluzione militare al conflitto”
Per quanto riguarda il conflitto nell’est dell’Ucraina, tema centrale dell’incontro, il presidente russo ha detto che “non può essere risolto con un’ulteriore escalation dello scenario militare, senza prendere in considerazione gli interessi fondamentali del sudest del Paese e senza un dialogo pacifico”. Ha inoltre richiesto a Poroshenko di considerare la creazione di uno Stato Federale che garantisca ampia autonomia alle regioni rispetto al governo centrale. Dopo la notizia dell’esclusione della Russia dal vertice Nato di settembre in Galles, Putin si è anche detto contrario a un referendum sull’ingresso dell’Ucraina nell’alleanza Atlantica; il desiderio di garantire che Kiev non diventi Paese membro dell’alleanza è infatti considerato una delle principali preoccupazioni del Cremlino.

Kiev: “Catturati 10 parà russi in territorio ucraino”
I servizi di sicurezza di Kiev hanno annunciato la cattura di 10 paracadutisti russi vicino al villaggio ucraino di Dzerkalne, 50 km a sudest di Donetsk. I soldati russi, è stato reso noto, erano in possesso di documenti personali ed armi: appartengono al 331/mo reggimento della 98/ma divisione aviotrasportata con base nella Russia centrale. “Gli inquirenti hanno avviato un’inchiesta penale sull’attraversamento illegale della frontiera da parte di cittadini russi armati“, hanno fatto sapere le autorità. Il governo di Kiev ha anche diffuso testimonianze video di alcuni dei 10 paracadutisti russi catturati. Si tratta della prima prova materiale dello sconfinamento delle truppe russe ripetutamente denunciato da Kiev. Alcuni di loro sostengono negli interrogatori di non essere stati messi al corrente dell’obiettivo della loro missione o di aver pensato di partecipare a delle manovre.

Mosca: “I soldati hanno sconfinato per caso”
Il Cremlino minimizza: “I soldati russi catturati in Ucraina hanno sconfinato con ogni probabilità per caso durante un pattugliamento e non hanno opposto alcuna resistenza – riferisce una fonte del ministero della difesa russo a Itar-Tass – i militari partecipavano a dei pattugliamenti alla frontiera russo-ucraina e l’hanno attraversata con ogni probabilità casualmente su un tratto senza demarcazione”, ha sostenuto la fonte. I servizi segreti russi hanno reso noto di aver arrestato dieci paracadutisti russi a Zerkalni, ad una ventina di km dalla frontiera.

Ambasciatore Usa: “Possibile controffensiva di Mosca”
L’ambasciatore americano in Ucraina, Geoffrey R. Pyatt, lancia l’allarme: esiste la possibilità di una controffensiva diretta da Mosca. A scriverne è il Washington Post: “Le nuove colonne di tank e veicoli corazzati che hanno attraversato il confine con l’Ucraina indicano che potrebbe essere in atto una controffensiva diretta dalla Russia” ad opera dei separatisti filorussi, ha scritto su Twitter il diplomatico.

“Uccisi 247 separatisti in 24 ore”
Continua, intanto, la guerra, anche dei numeri. “Nelle ultime 24 ore – riporta l’ufficio stampa della cosiddetta “Operazione antiterrorismo” avviata dalle autorità di Kiev – le perdite del nemico ammontano a 247 terroristi (così il governo ucraino definisce i miliziani filorussi, ndr), due carri armati, otto blindati, due lanciamissili Grad Bm-21, quattro veicoli e un pezzo di artiglieria”. La notizia non è però verificabile in maniera indipendente. Inoltre 12 militari ucraini sarebbero morti e 19 sono rimasti feriti. E’ giallo sulla morte, vera o presunta, di almeno due paracadutisti russi della 76/ma divisione aviotrasportata di Pskov, accusata nei giorni scorsi da Kiev di essere entrata nell’est ucraino a sostegno dei separatisti. Il sito liberale Slon.ru pubblica oggi le foto delle tombe di due parà, Leonid Kiciaktin e Aleksandr Osipov, morti rispettivamente il 19 e il 21 agosto scorsi “in circostanze non rese note”, secondo un testimone che avrebbe partecipato ieri ai funerali.

“Bombe su Donetsk, 3 morti”
Tre civili sarebbero morti durante i bombardamenti di questa notte a Donetsk, roccaforte dei ribelli filorussi nell’est dell’Ucraina accerchiata dalle truppe governative per riprenderne il controllo. Una nota del consiglio comunale, ripreso dall’agenzia Interfax, spiega che gli scontri nel distretto di Petrovsky hanno raso al suolo due case e hanno danneggiato una terza, colpendo anche un laboratorio di carbone. Distrutti anche edifici nel quartiere di Kyivsky. Questa mattina gli scontri sono ripresi ma le autorità fanno sapere che il trasporto pubblico e i servizi di pubblica utilità funzionano normalmente.