Dopo la tregua concordata per permettere agli esperti internazionali di raggiungere il luogo dello schianto del Boeing della Malaysia Airlines, nell’est Ucraina sono ricominciati gli scontri tra le truppe governative e i ribelli filorussi. Almeno 14 persone sono morte nella notte in un agguato teso dai miliziani ai militari ucraini a Shaktarsk, nella regione “separatista” di Donetsk. Lo sostiene il portavoce dello stato maggiore ucraino dell’operazione militare Alexiei Dmitrashkovski, citato da Interfax. Almeno dieci erano militari di Kiev.

Dmitrashkovski ha spiegato che quattro cadaveri non sono ancora stati identificati e potrebbe pertanto trattarsi sia di militari ucraini che di separatisti, visto che – secondo il portavoce delle truppe di Kiev – anche questi ultimi avrebbero “subito gravi perdite”. L’operazione militare a est è tornata oggi in una “fase attiva” dopo la breve interruzione di un giorno decisa ieri da Kiev per consentire a un gruppo di esperti internazionali di raggiungere il luogo dello schianto del Boeing malese abbattuto il 17 luglio in Ucraina orientale in una tragedia che costata la vita a 298 persone.

“Il team che è arrivato, ha raggiunto il sito e quindi è ripartito  – ha fatto sapere il premier australiano Tony Abbott – e da quello che ho capito, ha trovato altri resti”. Il premier ha parlato con i reporter a Sydney e ha annunciato l’arrivo entro 24 ore di un’altra squadra di esperti, più numerosa della precedente. Il governo olandese aveva confermato ieri che il gruppo internazionale di esperti di Olanda, Australia e Osce era riuscito a raggiungere il posto. Oggi gli investigatori si sono recati per il secondo giorno consecutivo sul luogo dello schianto. Il convoglio, composto da 15 auto e un autobus, è partito da Donetsk evitando i combattimenti a Shaktarsk. Tre mezzi del Comitato internazionale della Croce rossa (Icrc) si sono uniti al gruppo.

La guerra arriva anche tra le case di Donetsk. Una persona è morta e tre sono rimaste ferite in un bombardamento con pezzi di artiglieria che si è abbattuto stamane sulla principale città dell’Ucraina sud-orientale dilaniata dalla guerra tra le truppe di Kiev e i miliziani separatisti. Secondo l’ufficio stampa del sindaco di Donetsk, “una granata è esplosa vicino a un bus ferendo i passeggeri” e quattro di questi sono stati portati in ospedale, dove uno di loro è morto. E 5 civili sono stati uccisi e altri nove sono rimasti feriti nei bombardamenti attribuiti all’artiglieria delle forze di Kiev che hanno colpito la città di Lugansk nelle ultime 24 ore. Lo riferisce il consiglio comunale della città. I bombardamenti hanno causato degli incendi e danneggiato una scuola e un centro commerciale.

Intanto Kiev e i separatisti hanno raggiunto un accordo preliminare per lo scambio di 40 prigionieri (20 per parte) durante il vertice Ucraina-Russia-Osce svoltosi ieri a Minsk e a cui hanno partecipato anche dei leader delle milizie filorusse. Un nuovo vertice si terrà la settimana prossima.