Il governo di Kiev ha annunciato oggi una tregua di un giorno nella parte orientale del paese per consentire agli investigatori internazionali di accedere alla zona dove è precipitato l’aereo della Malaysia Airlines abbattuto sui cieli dell’Ucraina. Il centro stampa dell’Operazione antiterrorismo ha annunciato la tregua in risposta alla richiesta diretta del segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon. Le truppe governative intorno alla regione di Grabovo, nella zona di Donetsk non porteranno a termine operazioni belliche in modo che gli scontri non ostacolino l’inchiesta sulla tragedia: nell’annuncio si legge che le forze di Kiev non compieranno azioni offensive, ma “risponderanno ad attacchi diretti”.

Grazie alla tregua gli osservatori dell’Osce, accompagnati da esperti olandesi e australiani sono riusciti ad arrivare per la prima volta sul luogo dello schianto. I combattimenti fra i separatisti filo-russi e i soldati dell’esercito nella zona del disastro hanno più volte impedito agli osservatori internazionali e agli investigatori di raggiungere il luogo dello schianto, in cui si trovano ancora rottami dell’aereo e corpi delle vittime. Sessantotto poliziotti malesi sono arrivati in Ucraina per partecipare alle indagini. Sono ancora sul luogo dello schianto in Ucraina orientale i resti di circa 80 delle quasi 300 persone morte. Lo sostiene il ministro degli Esteri australiano Julie Bishop, che ha visitato il posto in cui sono disseminati i resti dell’aereo. Il luogo dello schianto è rimasto in gran parte intatto dal momento della tragedia: lo ha detto Michael Bociurkiw, un portavoce dell’Osce,

Il bilancio degli scontri degli ultimi giorni, intanto, si aggrava.  Tre civili, tra cui un ragazzo di 15 anni, sono stati uccisi e altri sette sono stati feriti a Lugansk nelle ultime 24 ore. Lo rende noto l’agenzia Interfax citando un comunicato online dell’amministrazione comunale. Dieci edifici residenziali e altre strutture sono state danneggiate a causa dei bombardamenti e gli attacchi hanno tagliato i fili della corrente elettrica per oltre 50mila famiglie in tutti i quartieri di Lugansk. E’ di 11 militari uccisi e 31 feriti il bilancio per le truppe di Kiev delle ultime 24 ore di combattimenti.

Sul fronte politico il Parlamento di Kiev ha respinto le dimissioni del primo ministro Arseniy Yatsenyuk. Il premier aveva presentato la rinuncia al proprio incarico dopo che due partiti hanno lasciato la coalizione di governo e dopo che il Parlamento aveva bocciato delle leggi essenziali per finanziare l’offensiva dell’esercito contro i separatisti filo-russi. Tuttavia le dimissioni dovevano essere approvate dal Parlamento i deputati le hanno respinte nella votazione di oggi. Il presidente Petro Poroshenko ha esortato i deputati e il governo a trovare un compromesso e a fare in modo che il Parlamento continui a lavorare.