Manca solo la banda. E qualche personalità politica, ma oggi arriverà il premier Matteo Renzi. Per il resto al porto di Genova è tutto pronto per accogliere come fosse una festa nazionale il corteo funebre di un relitto nel quale la sera di venerdì 13 gennaio 2012 a causa dell’allora comandante Francesco Schettino persero la vita 32 persone. Quello che già ieri sera si vedeva davanti al porto di Genova è il cadavere trascinato da due rimorchiatori di quella che un tempo era la Concordia della compagnia Costa Crociere. Ma non ci sono più segni distintivi, il comignolo giallo con la C blu che contraddistingue tutte le barche della società è stato cancellato pochi giorni dopo l’inchino. Non avrebbe fatto una buona pubblicità, ovviamente.

E per quanto l’opera di recupero della nave sia un’operazione di straordinaria ingegneria, è stata realizzata per porre rimedio a un errore che ha causato 32 vittime. Loro, come tutti gli altri 4200 passeggeri e i membri dell’equipaggio, aspettano il risarcimento che complessivamente dovrebbe ammontare a 100 milioni di euro. Mentre a Grosseto è in corso il processo. L’isola del Giglio ha chiesto 80 milioni di euro alla Costa Crociere per i danni provocato dalla nave, mentre Schettino lo scorso 27 maggio ha chiesto la nullità del processo. E poi se n’è andato a Ischia a ballare, a farsi fotografare come una sorta di vip. Della tragedia. Che sembra dimenticata. Renzi, ieri, ha detto che “l’operazione è stata straordinaria, quando l’Italia vuole è capace di fare tutto”. Anche affondare navi e dimenticare 32 vittime.

Il Fatto Quotidiano, 27 luglio 2014

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