Comincio riportando due sms inviati a Marco Travaglio: Marco adesso cambierà indirizzo per non essere più tormentato, me ne scuso. Il primo era del 16 luglio: “Smettere di leggere anche il Fatto? Solo L’Indipendent accanto a Colombo?”. Mi lamentavo del fatto che sulle bombe di Gaza ci fosse solo un pezzo, alquanto apologetico, di Furio Colombo, e accanto solo un articolo di cronaca del giornale inglese. Travaglio aveva risposto “Che dobbiamo fare? Far scrivere il capo di Hamas?”. Il secondo sms era del 17 luglio: “Ma come? La pagina sulla Juve viene dopo i bambini di Gaza? Protesto per scandalosa scelta demagogica antiebraica”. E il senso era chiaro, ma ovviamente niente risposte.

Nel frattempo i titolari della trasmissione-fogna La Zanzara, i soli che – lo ammetto con vergogna – avevano mostrato interesse al mio parere (formare brigate internazionali pro Palestina come in Spagna anni Trenta; aprire una sottoscrizione mondiale per fornire a Hamas armi meno innocue), hanno rimandato in onda varie volte le mie dichiarazioni (e le loro ingiurie nei miei confronti). Di tutto questo io ho letto solo una breve notizia su Repubblica. E proteste varie dalle comunità ebraiche, segnatamente una del loro presidente Gattegna che mi accusa di incitare allo sterminio dei civili  israeliani.

Come ho scritto anche a lui, il senso della mia proposta sulle armi ad Hamas era solo quello di cercare di ristabilire una certa simmetria tra il gigante Golia Israele superarmato e il Davide palestinese con i suoi razzi-matita che, per fortuna, non hanno aggiunto niente al bilancio delle vittime tutte prodotte finora solo dalle bombe di Israele. Chiedo ora ospitalità al (blog del) giornale che continuo pervicacemente a comprare e a leggere. Amici, ebrei e gentili, mi osservano che sia le brigate internazionali, sia la sottoscrizione pro armi ad Hamas non sono esattamente idee pacifiste; e ammetto che – soprattutto nella situazione attuale e con l’orientamento dei media “indipendenti”, hanno solo il senso di una provocazione paradossale. Ma si potrebbe discutere più seriamente, se anche la sinistra italiana non si limitasse a reagire alla voce della fogna che ho dovuto attraversare perché qualcuno mi sentisse.