I valori degli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) rilevati dalla centralina del reparto cokeria Ilva di Taranto continuano “a non essere rappresentativi del reale inquinamento prodotto dall’impianto”. L’associazione ambientalista Peacelink non molla la presa sulla questione ambientale nel capoluogo ionico e dopo gli ultimi dati sulle emissioni dello stabilimento siderurgico denuncia nuovamente una situazione che, a leggere i dati di Arpa Puglia, appare “inverosimile”. “La media di giugno e luglio in cokeria – si legge nell’ultimo comunicato a firma di Alessandro Marescotti – è, considerando anche i giorni in cui si registrano picchi di IPA di 12 nanogrammi a metro cubo, un dato inferiore a quello registrato nel quartiere Tamburi nello stesso periodo, ossia 16 nanogrammi a metro cubo. Come è possibile che la qualità dell’aria nella cokeria sia migliore di quella del quartiere Tamburi di Taranto? Il dato del monitoraggio all’interno dell’Ilva è sconcertante”.

Una risposta, probabilmente, potrebbe giungere da un documento audio scoperto da ilfattoquotidiano.it in cui il subcommissario Edo Ronchi, durante una riunione con alcune associazioni come Legambiente, Greenpeace e Wwf abbozza una spiegazione all’anomalia: “L’idea che abbiamo noi – dichiara Ronchi durante la riunione – è che la centralina delle cokerie è stata messa in una corrente, in uno spiffero d’aria mettiamolo così, ed è anche troppo bassa. Sapete che il calore delle cokerie è piuttosto consistente e attira l’inquinamente verso l’alto. Se io metto la centralina ed è messa in un corridoio d’aria, se il vento mi spira alle spalle mi butta l’inquinamento di là e lo alza e quindi abbiamo dei valori anche bassissimi a questa centralina, ma se il vento si inverte per un’inversione termica, e qualche volta succede, c’è un picco anomalo”.

Insomma anche Ronchi ha qualche dubbio su quei valori rilevati dall’Arpa nel reparto cokeria, eppure proprio sulla base di quei dati pochi giorni fa ha dichiarato che l’aria di Taranto è tra le migliori di Italia. Parole che hanno scatenato l’ira degli abitanti del quartiere Tamburi secondo i quali, rispetto agli anni scorsi, la situazione non è affatto cambiata. Nel corso della stessa riunione, inoltre, Edo Ronchi, cerca anche di dare spiegare su cosa sono basati i suoi dubbi e aggiunge che ci sono stati “due picchi inspiegabili”. Il valore medio della centralina del reparto cokeria, cioè, si attesta normalmente intorno ai 30 o 35 ng per gli Ipa, ma in due giornate è balzato addirittura a 200: “Vai a vedere – aggiunge il subcommissario ambientale – che sono i due giorni di vento” e poi chiarisce definitivamente che a suo avviso “è un problema di collocazione della centralina. Tenete conto in generale – aggiunge – che queste centraline non vanno mai messe troppo vicine alla fonte, ma loro pensavano che facendo così…”. Insomma per Ronchi il punto chiave è che si tratta “di un ambiente aperto ed esposto a forti surriscaldamenti” e quindi la posizione della centralina potrebbe, in sostanza, non rilevare effettivamente la portata degli inquinanti emessi dalla fabbrica in quel punto.