Sono normali utenti di Internet, americani e non, quelli intercettati dall’Nsa. Circa il 90% dell’utenza sotto sorveglianza dell’agenzia di intelligence non corrisponderebbe a vere minacce. È quanto risulta da una ricerca durata quattro mesi del Washington Post.

Tra i file di sorveglianza forniti da Edward Snowden, alcune cose emerse sono piuttosto importanti: un progetto nucleare segreto all’estero, una calamità militare che avrebbe colpito una potenza ostile, e le identità di alcuni intrusi nelle reti informatiche statunitensi. I file hanno inoltre dimostrato che mesi di controlli delle comunicazioni di oltre cinquanta account hanno portato alla cattura del costruttore di bombe pachistano Muhammad Tahir Shahzad e di Umar Patek, sospettato dell’attentato terroristico a Bali nel 2002.

La maggior parte delle informazioni però che l’Nsa ha catalogato sono puro voyeurismo e riguardano la vita privata di 10.000 semplici utenti di Internet. I cosiddetti “non-target”. Tra i file monitorati dall’agenzia ci sono cartelle cliniche, bollette, messaggi strettamente personali, foto di bambini in vasca da bagno o che baciano le loro madri, immagini di donne in biancheria. Immagini che raccontano storie d’amore, tradimenti, conversioni politiche e religiose, i problemi mentali e le ansie finanziarie. E quindi nulla di rilevante per la sicurezza nazionale.

Ma che relazione c’è tra la vita quotidiana di comuni cittadini con il terrorismo internazionale? Non regge la tesi di voler spiare i cittadini per prevenire attentati terroristici. Quello quindi che ne vien fuori da questo rapporto è che, nonostante i soliti buoni propositi dell’intelligence di utilizzare queste intercettazioni per prevenire il terrorismo, le sue indagini hanno coinvolto invece cittadini innocenti, violando senza motivo la loro privacy. Registrando e catalogando comunque la loro vita quotidiana. Questi utenti web “normali” che sono stati spiati, superano di gran lunga quello delle persone intercettate perché sospettate di pericolo per la sicurezza nazionale.

Il giornalista Greenwald, analizzando alcuni file degli archivi di Snowden, ha invece scoperto che l’Nsa ha costantemente monitorato le email di musulmani con cittadinanza americana che hanno un ruolo di spicco: un candidato politico, attivisti dei diritti umani, accademici e avvocati. Queste persone negano qualsiasi coinvolgimento con lo spionaggio o il terrorismo, e nessuno ha mai commesso alcun crimine. Uno scandalo che sta suscitando non poche critiche negli Stati Uniti. Perché anche in questo caso è impossibile sapere o capire perché le loro email siano state monitorate. E rimanendo in tema sul poco chiaro lavoro svolto dalle spie, nei giorni scorsi è stato invece arrestato l’agente dei servizi segreti tedeschi Bnd, che per due anni avrebbe fatto il doppio gioco, passando agli Stati Uniti le informazioni sull’inchiesta che la Germania stava portando avanti sullo scandalo dell’Nsagate. Sembrerebbe che la spia del Bnd avrebbe lavorato per la Cia, consegnando ad una persona oltre duecento documenti secretati in cambio di un compenso pari a circa 25.000 euro. Comportamento non molto gradito dalla Germania, epicentro europeo dello scandalo Nsa.

Continuano quindi le perplessità sull’attività di spionaggio dell’Nsa, che svolgerà nuovamente la sua attività senza essere ostacolata. Anzi forse verrà ulteriormente facilitata. Martedi è stato infatti approvato un disegno di legge sulla sicurezza informatica che si teme possa dare alle agenzie di spionaggio, e non solo, maggiore accesso ai dati dei cittadini (come se già non fosse sufficiente). Il Guardian riporta che tale disegno di legge – il cui nome è Cyber Security Information Sharing Act –  è proprio voluto da attuali ed ex amministratori dell’Nsa i quali sostengono che senza di esso la vulnerabilità digitale delle imprese private potrebbe peggiorare. Il disegno di legge vuole eliminare gli ostacoli giuridici che impediscono alle imprese di condividere le informazioni “in tempo reale” su attacchi informatici. E gli avvocati di diritti digitali già mettono tutti in guardia. Perché ciò permetterà di raccogliere informazioni su minacce cibernetiche ma agevolerà l’ampio accesso anche a molti altri dati. Quindi un ulteriore dono per le agenzie di spionaggio.

È a tutti dunque ormai chiaro che la sorveglianza di massa è pronta ad ampliarsi. E sta diventando sempre più potente.