Manovra sì, manovra no? Per gli analisti di Mediobanca non è (più) questione di punti di vista. Piazzetta Cuccia, in uno studio sulle prospettive del Paese firmato dalla controllata Mediobanca Securities, scrive nero su bianco che una finanziaria autunnale da 10 miliardi appare “inevitabile”. Con il Pil che cresce molto meno del previsto e la disoccupazione che cresce, il governo di Matteo Renzi non avrà altra scelta se non introdurre nuove tasse o tagli di spesa ulteriori rispetto a quelli già previsti per coprire interventi come le nuove detrazioni Irpef. C’è da dire che l’analisi, sullo sfondo, lascia anche spazio all’ottimismo: Antonio Guglielmi e Javier Suarez, autori del report, scrivono che dopo l’affermazione “storica” alle elezioni europee il premier potrà accelerare sulle riforme e accolgono “con favore l’apertura di Renzi a un maggior supporto keynesiano alla crescita con investimenti pubblici”, “perché pensiamo che per l’Italia sia l’unico modo di cominciare rapidamente a crescere” nei prossimi anni. Tuttavia, “le cose potrebbero dover peggiorare prima di poter migliorare”. E qui – nel breve periodo, tra pochi mesi – arrivano i dolori: “Potrebbero essere necessarie risorse aggiuntive per 10 miliardi di euro quest’anno a causa della crescita più bassa” dello 0,8% stimato dal governo nel Documento di economia e finanza. “Potrebbero”, dunque. Ma poco dopo il condizionale lascia spazio a una formulazione più netta: prima di concedere un allentamento dell’austerity “l’Europa vuole le riforme”. Risultato: una manovra da almeno 10 miliardi “sembra inevitabile”. Peccato che tasse e tagli non possano, nel breve termine, che ridurre ulteriormente il “tono” dell’economia. Alternative? Ci saranno, sostiene lo studio, solo se Renzi otterrà da Bruxelles un allentamento dei vincoli di bilancio. Conquista che potrebbe liberare risorse crescenti: 26 miliardi nel primo anno, 77 miliardi nel quarto. 

Le mosse della Bce, nel frattempo, verranno in aiuto al governo: in particolare il nuovo programma di finanziamenti a lungo termine mirati della Bce alle banche e la sospensione della sterilizzazione del programma di acquisto di bond governativi “potrebbero aggiungere un 5% circa all’utile per azione delle banche italiane nel 2016”, Ubi in testa. Infine, un sondaggio condotto da Mediobanca su 50 società quotate ha evidenziato che l’80% crede che le riforme di Renzi potranno accelerare la crescita, ridurre le tasse e risolvere il nodo degli arretrati della pa.