Il governo da un anno di fiato agli esodati. Le salvaguardie per chi, dopo la riforma Fornero, è rimasto nel limbo tra lavoro e pensione, avrà 12 mesi in più per accedere alle tutele e non restare senza stipendio e pensione. Spostando la scadenza dal gennaio del 2015 allo stesso mese del 2016 si amplierà anche la platea dei beneficiari: i conti fatti dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, parlano di “32mila e 100” persone in più, di cui circa 24mila recuperate dai vecchi interventi, tutte posizioni non sfruttate, per cui non è giunta domanda, mentre 8mila sono quelle completamente nuove. In tutto i salvaguardati salirebbero così a quota 170mila, a fronte dei 162mila previsti dai 5 interventi già fatti (42.430 pensioni liquidate, stando all’ultimo rapporto Inps aggiornato a maggio).

Ma non finisce qui: la questione si riaprirà in autunno. Poletti, annunciando il nuovo intervento, il sesto, sottolinea anche come si stiano valutando possibili “interventi strutturali” da inserire nella legge di Stabilità per dare risposta “alle tante diverse situazioni, non definibili tecnicamente come esodati” ma che comunque si rivolgono a quanti perdendo il lavoro sono rimasti a secco, privi di stipendio, ammortizzatori e pensione. Intanto la proposta del ministro, presentata in commissione Lavoro alla Camera, dovrebbe approdare nell’Aula di Montecitorio mercoledì 2 luglio, sotto forma di emendamento al testo unitario messo a punto dalla commissione guidata da Cesare Damiano. Il deputato democrat dà un giudizio positivo al progetto dell’esecutivo, evidenziando come la direzione sia quella “giusta”, tuttavia, avverte: “Nella legge di stabilità bisognerà trovare la soluzione strutturale”.

D’altra parte, sempre dal Pd, Patrizia Maestri e Antonella Incerti, chiedono al ministro di “affrontare in modo definitivo la questione, attraverso una modifica strutturale della legge Fornero”. Dalla commissione sono in particolare arrivati due suggerimenti: quota 100 e flessibilità in uscita, a partire dai 62 anni. Tutte ipotesi che, spiega Poletti, saranno prese in “analisi” nell’ambito della legge di stabilità. Ma, precisa il ministro, si seguirà un principio chiaro: l’attenzione sarà dedicata “alle situazioni più problematiche”, tra cui i casi eclatanti degli insegnanti ‘quota ’96’ o dei macchinisti delle ferrovie. Per ora però sul tavolo c’è esclusivamente l’intervento dedicato agli esodati classici, un’ulteriore salvaguardia che viene bollata con scetticismo dall’opposizione: il M5s parla di “un’ennesima presa in giro”, la Lega Nord di una montagna che “ha partorito un topolino”. Sulla stessa linea Sel, secondo cui il governo ha così “cancellato un anno di lavoro della Commissione”. E Fi bolla la misura come “una pezza a colore”. Più generosi sono stati invece i commenti dei sindacati, la Uil definisce l’azione come “importante” e la Cgil la giudica “positivamente”, anche se entrambe le organizzazioni insistono sulla necessità di risposte “strutturali”.