Conti in rosso per le sedi del Pd. Dopo il clamoroso caso della sede democratica palermitana di via Bentivegna, chiusa con un passivo di 500mila euro a causa del mancato pagamento della quota dei parlamentari eletti, fa discutere il debito di 460mila euro accumulato negli ultimi cinque anni dalla sede Pd di Imola (Bologna). “Nelle altre sedi provinciali del Pd dell’Emilia Romagna abbiamo la federazione di Bologna leggermente in attivo, qualcuna in passivo di poche migliaia di euro, ma tutto assolutamente nella norma”, spiegano dalla direzione regionale dei democratici di via Cairoli a Bologna. “Ci siamo mossi fin dal 2010 per una politica di contenimento delle spese tra cui l’aver cambiato la sede scegliendo un appartamento in affitto più piccolo, abbiamo informatizzato parecchie funzioni e diminuito la stampa dei materiali cartacei”.

Il caso Imola però rimane un’eccezione, grossa ed evidente con un segno meno da fare paura. “Tra il 2010 e il 2013 abbiamo avuto un crollo spaventoso delle entrate, la crisi ha picchiato duro”, racconta ilfattoquotidiano.it l’ex segretario della sede imolese, Fabrizio Castellari, rimasto in sella fino all’ottobre 2013. “Noi – dice -viviamo principalmente di autofinanziamento e le voci ‘utili’ provenienti dagli introiti delle feste dell’Unità e dalle sottoscrizioni sono calate del 50% da un mese all’altro. Fino al 2008 esisteva anche un fondo cassa che via via si è esaurito. Ora rimaniamo esposti verso soggetti vicini al Pd: società immobiliari che gestiscono le sedi e società che gestiscono le feste”. Un passivo che per lo spazio storico di viale Zappi ha significato nell’ultimo anno una riduzione da sei dipendenti a due: il responsabile Marco Raccagna e la sua segretaria.

“Confermo, il passivo è quello e si è formato nel tempo all’incirca dal 2008 – racconta Raccagna a ilfattoquotidiano.it -. Solo nel 2013 abbiamo registrato una perdita di 68mila euro”. Qui gli introiti provenienti dagli onorevoli eletti a Roma non paiono essere le principali mancanze. Semmai le cause primarie sembrano essere più strutturali: “Con la crisi sono calati gli iscritti e le nostre entrate – continua Raccagna – come del resto anche l’interesse per la politica in generale, almeno fino al governo Renzi”. 35 circoli, oltre 4200 iscritti, il Pd di Imola – comune da oltre 70mila abitanti, feudo Pci-Ds-Pd – ha confermato il trend di crescita generale del partito alle Europee e proprio nel giugno di due anni fa ha eletto al primo turno Daniele Manca, possibile prossimo successore di Vasco Errani alla presidenza della Regione Emilia Romagna.

“Io ho un contratto a tempo determinato e sono in aspettativa – prosegue Raccagna – la segretaria è part-time e soprattutto da ieri abbiamo eletto la nostra nuova segreteria composta da una ventina di ragazzi. Tra loro ci sono anche consiglieri comunali, ma tutti rigorosamente volontari”. Oltre alle buone intenzioni, però, Raccagna ha chiamato all’appello poco più di un mese fa gli iscritti “ricchi” del Pd per una colletta straordinaria di 150 euro a testa; anche se, come sollevato in consiglio comunale dal consigliere Andrea Zucchini (“Insieme si Vince“), non sembra essere andata a buon fine: “Non è vero, è andata abbastanza bene, fino ad ora ha pagato la metà di quel centinaio di iscritti che tra enti e istituzioni dell’imolese ha un reddito alto. Abbiamo allungato i tempi di ricezione del pagamento a fine giugno per permettere a tutti di versare anche il loro contributo”.

La strada del rientro del debito per il segretario del Pd imolese può diventare in discesa: “La vittoria alle Europee spero faccia rinnovare e aggiungere nuove tessere al Pd. Con Renzi c’è stato un cambio di passo notevole anche nella riorganizzazione del partito”. Altre strategie all’orizzonte? “Formule non ne ho, ma dopo il contributo dei più ricchi, l’auspicato aumento delle tessere, aggiungo le cene democratiche che funzionano bene soprattutto quando arrivano ministri del governo e soprattutto tenere in attivo le Feste dell’Unità – conclude Raccagna -. Con orgoglio ricordo che sono uno tra quelli che ha ritenuto doverosa la riforma dei rimborsi elettorali ai partiti, per questo voglio che la politica subisca un dimagrimento. Posso già dire che il bilancio dell’attività ordinaria del 2014 sarà in pareggio e che infine contiamo di estinguere il debito della sede di Imola nel giro di qualche anno”.