Non l’hanno fermato la condanna né i vincoli del giudice di sorveglianza e men che meno la sua veste di testimone. Silvio Berlusconi si è rivolto al collegio giudicante del processo a Valter Lavitola (una
presunta estorsione a Impregilo) prima chiedendo il motivo delle domande poste dai magistrati e poi, stizzito, tirando fuori uno dei suoi cavalli di battaglia: “La magistratura è incontrollata, incontrollabile, irresponsabile e ha l’immunità piena”. Il processo è quello per tentata estorsione all’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola al presidente di Impregilo Massimo Ponzellini in relazione ad alcuni appalti a Panama. I legali dell’ex Cavaliere avevano chiesto, tra l’altro, che potesse rispondere come “testimone assistito” o “imputato di processo connesso”, veste “speciale” che gli avrebbe permesso di non rispondere alle domande. Una richiesta che però i giudici hanno respinto dopo un’ora di camera di consiglio. 

È durato un’ora e mezza l’interrogatorio di Berlusconi che in particolare ha ricostruito i momenti del viaggio a Panama, ultima tappa di un viaggio in America che lo vide partecipare nel 2010, in qualità di presidente del Consiglio, al G8 in Canada e poi a una cerimonia in Brasile. In prima battuta è stata ascoltata in aula la telefonata del 2 agosto 2011 tra lo stesso Berlusconi e l’ex amministratore di Impregilo Ponzellini (a quell’epoca anche guida della Banca popolare di Milano). Una conversazione di cui Berlusconi si dice “orgoglioso”.

Il battibecco con il giudice
Ma durante la deposizione, dopo una serie di domande, Berlusconi si è rivolto al giudice dicendo: “Non capisco la necessità di chiedermi queste cose”, frase alla quale il giudice ha ribattuto: “Non c’è necessità che lei lo capisca”. L’ex premier, evidentemente piccato dalla risposta, ha quindi detto al microfono: “La magistratura è incontrollata, incontrollabile e ha immunità piena”. Pronta la risposta ancora del giudice: “Ed è tutelata da un codice penale“. “Sono rispettoso delle istituzioni – ha detto Berlusconi – posso solo aggiungere…”. Qui Ceppaluni lo ha interrotto: “Lei e un teste e risponde solo alle domande“. Al termine del lungo interrogatorio, Berlusconi alzandosi ha poi consegnato alla giudice Ceppaluni un foglio con la formula di giuramento dei testimoni, accompagnando il gesto dicendo: “Affinché il decoro della giustizia italiana sia tutelato”. 

La telefonata di Berlusconi a Ponzellini: “Ne sono orgoglioso”
Nella telefonata del 2011  l’allora presidente del Consiglio informava Ponzellini che, se non fosse stato costruito un ospedale a Panama, il presidente del Paese centro americano avrebbe rilasciato una dichiarazione negativa sul gruppo industriale italiano che ne avrebbe provocato il tracollo in Borsa. Rispondendo a una domanda del pm Vincenzo Piscitelli, Berlusconi ha affermato di essere stato contattato da Panama da Lavitola, che si diceva preoccupato per la mancata costruzione dell’ospedale promesso al governo di Panama. Il giornalista, ha detto Berlusconi, gli aveva chiesto di riferire ai vertici di Impregilo che, se l’impegno non fosse stato mantenuto, il governo panamense avrebbe revocato alle imprese italiane l’appalto per il raddoppio della costruzione del canale. Da qui “l’orgoglio” di Berlusconi di aver fatto quella telefonata a Ponzellini. E’ esattamente il centro dell’inchiesta perché per gli inquirenti il leader di Forza Italia ha fatto da “inconsapevole vettore” del tentativo di estorsione. 

“Lavitola era un facilitatore di rapporti tra imprese e Panama”
Secondo la ricostruzione di Berlusconi “Lavitola era un facilitatore di rapporti tra le imprese italiane e Panama”. Anzi, era “un ottimo giornalista e un protagonista della politica”, amico di altri esponenti della sua area politica. Berlusconi ha anche detto di avere notato che Lavitola aveva rapporti di amicizia con politici dell’America Latina, in particolare l’ex presidente brasiliano Lula, seduto accanto al quale lo vide una volta a una cena ufficiale. E infatti, è ancora il racconto di Berlusconi, fu lo stesso Lavitola a presentare il presidente di Panama Ricardo Martinelli a Berlusconi. Non si trattava di una visita ufficiale, ha detto Berlusconi: “Martinelli era venuto per cercare casa in Lucchesia. Mi aveva manifestato l’intenzione di tornare in Italia, magari anche per avviare un’attività imprenditoriale impegnata nella grande distribuzione”.

Valter Lavitola era “un frequentatore di Stati americani per ragioni di lavoro” e non ha “mai avuto incarichi dal governo che siano di mia conoscenza” ha aggiunto l’ex capo del governo. “Ricordo che stava all’estero per molto tempo – ha aggiunto Berlusconi – ricordo che c’era da prendere una decisione sulla campagna elettorale, lo cercammo per notizie su un possibile candidato, ma ci dissero che era in America”. Alla domanda del pm su come, secondo Berlusconi, fosse possibile che un imprenditore avesse tali rapporti con presidenti e capi di Governo di Paesi americani, Berlusconi ha risposto: “Prima in bagno ho fatto amicizia con un carabiniere, e se verrà a Roma lo accoglierò. Le amicizie nascono in tutti i modi”.

Tra i testimoni del processo anche Frattini
Nel corso del dibattimento in corso da mesi dei rapporti tra Berlusconi e Lavitola hanno parlato infatti sia l’ex ministro degli Esteri Franco Frattini (“Valter Lavitola era conosciuto come una persona che aveva dimestichezza di rapporti con il presidente del Consiglio Berlusconi e con il presidente di Panama”), il quale aveva tra l’altro anche accennato all’impegno assunto da Berlusconi per far costruire l’ospedale nel corso di una sua visita nel Paese centroamericano, sia l’ex direttore commerciale di Finmeccanica Paolo Pozzessere, secondo cui a segnalare Lavitola come mediatore d’affari in Sud America all’allora ad della holding Pierfrancesco Guarguaglinifu proprio Berlusconi, all’epoca presidente del Consiglio. E Berlusconi smentisce anche Frattini: “Ha detto che ho raccomandato Lavitola a lui perché potesse essere incaricato di un’attivita in Kazakhstan? Non ricordo ma mi pare strano che potessi raccomandarlo a Frattini, che era suo antico amico, da molto più tempo di me”.