Alla fine la festa è tutta del Cesena. I playoff di Serie B sono sempre una sorpresa un terno a lotto e quest’anno si sono rivelati ancora più imprevedibili. Non hanno premiato la squadra più bella, il Crotone dei giovani italiani. E neppure la squadra più forte, il Bari dei miracoli che dopo aver scongiurato in extremis il fallimento sembrava davvero lanciato verso una promozione clamorosa. Non sono bastati i soldi dello Spezia di Davis Mangia, e il super attacco con la premiata coppia Babacar- Granoche del Modena. E all’ultimo atto, quando ormai tutto sembrava indirizzato verso l’esito più probabile, ovvero la promozione del Latina, terzo in classifica nel corso della stagione regolare, è arrivata anche l’ultima sorpresa: in Serie A ci va il Cesena.

Una squadra per cui pochissimi avrebbero pronosticato un finale così glorioso all’inizio del campionato. Ma i ragazzi di Pierpaolo Bisoli hanno smentito i malpensanti partita dopo partita, conducendo una stagione estremamente costante: senza troppi alti né bassi, senza entusiasmare né deludere. Per il discorso promozione quasi nessuno ha fatto mai i conti con il Cesena: ma alla fine i bianconeri hanno chiuso quarti, guadagnandosi una posizione privilegiata nei playoff, la cui formula assegna un gran valore al posizionamento in classifica. Hanno potuto così evitare gli insidiosi preliminari e in semifinale hanno superato il Modena, dato per favorito e invece beffato dalla tattica del tecnico romagnolo: all’andata allo stadio Braglia gol in contropiede di Marilungo e difesa strenua per novanta minuti. L’1-0 fuori casa ha reso il ritorno quasi una formalità (1-1).

Combattuta fino all’ultimo, invece, la finale. Dove ancora una volta il Cesena partiva sfavorito, sia per i valori espressi in campo nelle ultime partite che per il posizionamento in classifica: la parità dopo i 180 minuti avrebbe premiato il Latina. Ma qui i bianconeri hanno costruito il loro piccolo capolavoro, soprattutto all’andata, dominando gli avversari allo stadio Manuzzi (almeno sul piano del gioco, visto che su quello delle occasioni gli ospiti erano stati spesso pericolosi). A due minuti dalla fine della prima partita i bianconeri erano addirittura avanti di due gol, il discorso promozione sembrava quasi chiuso: poi, in pieno recupero, è arrivata la rete di Cisotti, che aveva accorciato le distanze e fissato il punteggio sul 2-1. Un risultato che il Latina contava di ribaltare al ritorno. Ma al Francioni il Cesena non si è sciolto di fronte ai 7mila tifosi laziali. E neppure dopo il gol quasi immediato di Bruno, che avrebbe mandato in Serie A il Latina. È cresciuto alla distanza, ha cominciato a spingere nella ripresa e al 51’ ha trovato la rete promozione col francese Defrel, uno dei suoi uomini più significativi. L’assedio finale dei padroni di casa non ha prodotto nulla. Anzi, nel recupero Cascione ha segnato su rigore l’1-2, dando inizio alla festa.

È la vittoria di un calcio accorto, fatto di ritmo, tattica, cinismo. Bisoli ha puntato forte sulla difesa guidata da Volta e Camporese (giovane già visto in A con la Fiorentina), e esaltato in avanti le individualità di Marilungo e Defrel. Soprattutto, è riuscito a costruire un gruppo compatto capace di superare mille difficoltà nel corso di una stagione lunga e logorante come quella della Serie B. Il Cesena aveva e ha anche una situazione finanziaria difficile alle spalle: debiti pesanti, di circa 15 milioni di euro verso l’erario, più 4,5 milioni nei confronti dei fornitori. Fino a ieri il futuro era un’incognita, adesso molto meno. Perché anche qui la promozione potrebbe essere la panacea di molti, se non tutti i mali: soltanto dalla ripartizione dei diritti tv dovrebbero arrivare circa 20 milioni di euro, buoni per ripianare il deficit. E poi sponsor, incassi da gara, visibilità: una società di Serie A fa gola a tanti. Tifosi, dirigenti e una città intera (secondo un’indagine il ritorno nella massima serie potrebbe portare 22 milioni sul territorio) possono sorridere: dall’anno prossimo il Cesena è di nuovo nel calcio che conta.

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