Un’attesa lunga settimane poi finalmente il decreto che affida i poteri a Raffaele Cantone, il magistrato voluto da Matteo Renzi per guidare l’Autorità anticorruzione. Chiamato per vigilare su Expo dopo lo scandalo tangenti, è stato nominato nelle scorse ore commissario straordinario dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici con potere sanzionatorio e di commissariamento dei singoli appalti. “Da una prima lettura”, ha commentato Cantone, “sembra che il decreto vada nella giusta direzione e che ci siano scelte coraggiose”. Più poteri, quindi, per Raffaele Cantone, l’uomo che il presidente del Consiglio ha voluto per “cacciare i corrotti”. Ma dal giorno della nomina, l’esecutivo non era ancora riuscito ad approvare il decreto necessario. Oggi dopo quasi un mese e mezzo, si sblocca la situazione.

Vigilerà sui contratti pubblici, a cominciare da quelli legati ad Expo, con la possibilità di ordinare ispezioni, ma soprattutto con il potere di proporre commissariamenti ad hoc non dell’azienda, ma di singoli appalti sospetti, redigendo una contabilità separata. Il ruolo di Cantone fa un salto di qualità: da guida di un organismo con armi spuntate assume la funzione di super-ispettore. Tutte le prerogative finora in capo all’Authority sugli appalti pubblici, che viene affidata da subito al magistrato in qualità di commissario straordinario, passeranno all’Anticorruzione nel giro di pochi mesi, e comunque entro la fine dell’anno: entro questo termine sarà pronto il piano per il trasferimento delle competente e per affinare i compiti di trasparenza e prevenzione della corruzione nelle pubbliche amministrazioni su cui l’Anticorruzione si dovrà focalizzare. Per farlo, avrà un rafforzamento di uomini e strumenti.

Per ora intanto il governo ha indicato gli altri quattro commissari che affiancheranno Cantone all’Authority, passaggio necessario per renderla operativa, dal momento che è un organo collegiale. Sono due uomini e due donne: Michele Corradino, consigliere di Stato; il docente di diritto amministrativo Francesco Merloni; la costituzionalista Ida Angela Nicotra e la giurista Nicoletta Parisi. Sui nomi da scegliere ci sarebbe stata un confronto abbastanza serrato, ma in ogni caso si tratta di personalità gradite allo stesso Cantone.

La vera arma inserita nel provvedimento varato oggi e annunciata dal premier Renzi nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, è quella che permette i commissariamenti di singoli appalti in caso di notizia di reato o provvedimenti restrittivi. Una novità assoluta rispetto a quello che fino ad ora è stata l’Autorità. Cantone lo sa bene e da Napoli, dove ha partecipato a un convegno, parla di “scelte coraggiose” e dà una valutazione positiva della norma che non si spinge fino alla revoca degli appalti, ma ne prevede il commissariamento. Cantone e la sua squadra erediteranno poi le facoltà, in particolare quelle ispettive, affidate finora all’Authority degli appalti, la vera grande sconfitta di questa partita. Evidentemente, non essere riuscita a prevenire i grandi scandali esplosi nelle ultime settimane, da Expo a Mose, ha lasciato un segno e ora quest’organismo si avvia a uscire di scena.

In materia di gare per i lavori pubblici, l’iter legato ai requisiti soggettivi per la partecipazione alle gare viene semplificato, perché viene richiesto solo al vincitore. Se invece si commettono irregolarità essenziali e sanabili nelle procedure di affidamento degli appalti, il concorrente dovrà pagare una sanzione pecuniaria alla stazione appaltante entro 10 giorni, pena l’esclusione dalla gara. Il provvedimento prevede anche misure per sveltire il processo amministrativo di fronte a Tar e Consiglio di Stato. Entro il 2015 è prevista la partenza del processo amministrativo digitale con la firma digitale degli atti. Ma vengono introdotte anche misure per accelerare i procedimenti, favorendo l’accesso alla fase di merito, con l’udienza che deve essere fissata entro 30 giorni e la sentenza in forma semplificata; mentre si scoraggia, anche attraverso un meccanismo di cauzione che il ricorrente deve versare, l’utilizzo delle sospensive, che spesso rallentano l’iter prima che si arrivi a una decisione definitiva. A questo punto, l’ultimo tassello è quello delle misure penali a cui stanno lavorando il ministero della Giustizia ma anche le Camere: entro fine mese è atteso il via libera all’introduzione del reato di autoriciclaggio, la reintroduzione del falso in bilancio, l’inasprimento delle pene per la corruzione, il daspo per i politici e misure sulla prescrizione