Esame d’inglese per tutti in uno stadio caro a molti di coloro che stasera si giocano la promozione di Cesare Prandelli. Uno su tutti, Giuseppe Rossi. Londra, Craven Cottage, per l’attaccante della Fiorentina vuol dire ultima partita in Nazionale prima dell’infortunio contro il Livorno che ha messo in discussione la sua presenza in Brasile. L’azzurro è il ‘laureando’ numero uno nella sfida tra Italia e Irlanda, unico test della Nazionale sul quale si baseranno le scelte del ct, chiamato il 3 giugno – ma potrebbe anticipare – a fare l’appello dei 23 convocati. Pepito partirà dal primo minuto accanto a Ciro Immobile, avendo gli occhi di Prandelli puntati addosso con una particolare attenzione all’aspetto mentale. Nei dieci giorni di preparazione, Rossi ha messo in mostra una buona tenuta atletica – fondamentale con il clima torrido previsto in Brasile – ma è parso timido nell’affrontare contrasti e fisico dei suoi marcatori. Stasera le legnate non mancheranno e con quelle il folletto dovrà misurarsi senza paura per farsi consegnare il biglietto aereo. 

Ma sarà la notte che può allungare l’avventura mondiale anche per Marco Parolo, protagonista a Londra come Rossi nel test di novembre contro la Nigeria. Quell’amichevole l’ha fatto entrare in pianta stabile nei pensieri di Prandelli ma, nell’ultima settimana, il commissario tecnico ha più volte provato – e annunciato oggi in campo dal 1’ – Marco Verratti sulla trequarti lanciando un segnale all’interno del Parma, il più acerbo della truppa azzurra sotto il profilo dell’esperienza internazionale. Le quotazioni del centrocampista del Psg sono in rialzo e contro l’Irlanda si gioca anche una possibile maglia da titolare nel primo impegno ufficiale contro l’Inghilterra. Agendo dietro le punte, Verratti può esaltare estro e capacità di rompere le geometrie avversarie (sarebbe il primo francobollo su Gerrard) e allo stesso tempo mettersi alle spalle la non esaltante convivenza con Pirlo e i suoi peccati principali: leggerezza in fase d’impostazione e fase difensiva troppo energica, spesso fonte di palle perse e ammonizioni. Tra gli otto appesi a un filo è probabile che qualcuno non metta piede in campo. Chi rimarrà fuori (o giocherà spiccioli di gara) tra Pasqual, Ranocchia, Maggio, Abate, Romulo, Aquilani, Insigne e Destro (forte però degli ottimi risultati nei test atletici) riceverà un segnale forte, con ogni probabilità decisivo.

Nel 4-3-1-2 annunciato da Prandelli partiranno dal primo minuto Immobile e il tris di centrocampo Montolivo, Thiago Motta e Marchisio. Spazio assicurato nel secondo tempo per Cassano, primo candidato a far coppia con SuperMario se Rossi non supererà il test, mentre la tenuta difensiva degli azzurri sarà messa sotto esame nell’ultimo appuntamento con il Lussemburgo (4 giugno). Stasera, assenti Chiellini e Barzagli, Prandelli proverà Darmian, Paletta, Bonucci e De Sciglio davanti a Sirigu. L’esterno del Torino scalpita e prova a fare le scarpe a Maggio, non al top fisicamente. Ieri il ct ha spedito un uomo dello staff a Wembley per buttare un occhio all’Inghilterra di Hodgson che in ‘versione Liverpool’ (quattro Reds nell’undici iniziale), pur non brillando, ha battuto il Perù 3-0. Senza l’infortunato Suarez, l’Uruguay, altra avversaria degli azzurri nel gruppo D, ha superato nella notte l’Irlanda del Nord grazie a un gol dell’ex reggino Stuani. Oggi tocca all’Italia nell’antico e affascinante Craven Cottage, stadio con tribune in legno, come i banchi di scuola quando i maestri usavano ancora la bacchetta. Un segno del destino: all’esame finale, Prandelli non può far sconti a nessuno.

Così in campo, ore 20.45

Italia (4-3-1-2): Sirigu, Darmian, Paletta, Bonucci, De Sciglio; Montolivo, Thiago Motta, Marchisio; Verratti; Rossi, Immobile. Allenatore Prandelli

Irlanda (4-2-3-1): Forde, Coleman, O’Shea, Clark, Ward; Green, Meyler; McGeady, Hoolahan, McClean; Doyle. Allenatore O’Neill

Twitter: @AndreaTundo1