“I calci sono calci e se il tuo uomo ti prende improvvisamente a botte non è geloso, neanche matto. Non è un raptus. E’ voglia di prenderti a calci”. Saranno le parole delle donne che hanno subito violenza, e che hanno deciso di raccontarsi, ad aprire per il secondo anno consecutivo la manifestazione “Mai Più, insieme contro il femminicidio”, che si terrà a Ostia sabato 31 maggio (partenza ore 16, piazza della Stazione Vecchio, Municipio Roma X).

Un appuntamento che si rinnova e che assume un ruolo sempre più centrale per lo svolgimento e le sue caratteristiche: un corteo forte e creativo, percorso da trampolieri, artisti di strada, musicisti, studenti e studentesse. Un corteo fatto di slogan ma anche di tamburi, installazioni, flash mob, reading teatrali. Ma soprattutto un corteo di periferia, per una volta non “Roma centrico”, che vuole ripartire dai territori di frontiera per raccontarne le carenza come le risorse.

La manifestazione è stata organizzata dall’associazione Punto D, attiva nel municipio X nel contrasto della violenza domestica e degli stereotipi, insieme alle reti locali, alle scuole, alle cittadine e ai cittadini del territorio. “Mai Più – racconta Betta Cianchini, autrice del format teatrale Storie di donnevuole raccontare cosa è cambiato e cosa è immutato dopo la manifestazione dello scorso anno, nata sull’onda emotiva di un territorio colpito da due femminicidi: quello di Michela Fioretti e quello di Alessandra Iacullo, uccise in strada per mano dell’ex marito e dell’ex fidanzato, a distanza di due settimane. Questi due episodi, avvenuti nello stesso quartiere in pochi giorni, hanno aperto una ferita insanabile. Una ferita che per gli abitanti del quartiere è tornata a sanguinare pochi mesi fa, quando Chiara, appena 19 enne, è entrata in coma irreversibile per le botte ricevuto dal compagno”.

Michela, uccisa dal marito con sei colpi di pistola, Alessandra, ammazzata dall’ex fidanzato con 20 coltellate, Chiara, massacrata di botte dal compagno. Tre donne e tre storie, che Mai Più vuole ricordare non come ricorrenza, né come monito, ma come denuncia. “Mai Più! Un anno dopo – afferma Nicoletta Guelefi, di Punto D – vuole ribadire, oggi come allora, il nostro impegno nella costruzione di una cittadinanza di genere e di una relazione possibile tra uomo e donna. Ma soprattutto vuole dare continuità alle rivendicazioni espresse un anno fa: la formazione degli operatori e delle forze dell’ordine, il potenziamento dei servizi rivolti alle donne, una mappatura degli edifici abbandonati per l’apertura di case protette e di servizi rivolti alle donne e alle categorie in difficoltà e l’apertura di un centro antiviolenza in grado di interagire con tutta le rete territoriale”.

Alla manifestazione hanno già aderito le istituzioni locali, le maggiori associazioni femminili (dall’Udi alla Casa internazionale delle donne) ma anche il Consiglio delle bambine e dei bambini, in rappresentanza di tutte le scuole del territorio e la squadra locale di football americano Legio XIII. “Anche quest’anno – afferma Stefania Galimberti di Punto D – la manifestazione vuole essere un percorso condiviso e corale, per rivendicare l’esigenza di ripartire dalle scuole, dalla strade e dai territori, dalle loro esigenze e dalle loro mancanze, con un occhio rivolto alla cultura e uno ai servizi. Un corteo sui trampoli e senza paura che legherà di nuovo le strade con un nastro rosso. Perché non c’è prevenzione senza iniziative di sensibilizzazione, nelle aule come nelle piazze”.