Nella consapevolezza che i problemi degli italiani sono ben altri, vedo un filo che lega la crisi completa di un Paese che se non cambia alla radice non sarà mai in grado di risollevarsi, ed è la disonestà diffusa anche nelle minime questioni. Non siamo abituati a muoverci nella legalità e quando ci proviamo veniamo puniti come se avessimo commesso un affronto imperdonabile.

Ebbene sì, dopo aver trascorso la scorsa estate in città con un neonato, ora che mio figlio ha quasi un anno ho pensato di concedermi una vacanza. Scelgo un posto comodo per lui, il classico comprensorio per famiglie a un’ora da Roma, prati, piscina, mare vicino.

Contatto l’intermediario che si occupa degli affitti delle villette. Ne scelgo una perché è comoda per il piccolo, cancelletti alle scale, spazi a vista, piccolo giardino con casetta giocattolo. I proprietari hanno due figli piccoli quindi la casa è a misura di bambino. Villino numero 28 comparto C2, lo affittano perché vanno in vacanza altrove, le possibilità evidentemente non gli mancano. La cifra che chiedono per me è molto alta, cinquemila euro per un mese, il tentativo di una trattativa risulta vano, o così o niente, si trovano case a molto meno ma ormai sono già state tutte affittate. Ho la fortuna di poterla condividere con un’altra famiglia, e poi si sa per i figli siamo disposti ad andare sempre oltre.

Alla stipula del contratto è evidente che la richiesta di una ricevuta spiazza l’intermediario che comunque dissimula e firma. Dopo una settimana però arriva una mail che notifica l’intenzione dei proprietari di non darci la villetta.

In un Paese normale ci sarebbe qualcuno a controllare, assicurandosi che le villette date in locazione per l’estate (e così altrove) garantiscano anche un’entrata per le misere casse dello Stato. Perché la legge è uguale per tutti e tutti devono pagare le tasse. Viceversa mi sfugge qualcosa? Resto ancorata a utopie adolescenziali mentre la vita vera è tutt’altro?

Eppure quelle mille gocce che diventano un fiume continuano a convincermi, se ognuno di noi, nel proprio piccolo, esigesse sempre e comunque l’agire correttamente, forse esisterebbe davvero una speranza per questa Italia corrotta incapace non solo di futuro ma anche di presente.

Iniziamo a parlare, a denunciare, senza accettare con lasciva passività che un sistema privo di regole ci risucchi tutti in una voragine.

Nello specifico questa non è una preoccupazione, domani troverò un altro posto per andare in vacanza, ho tanto di cui occuparmi nella mia giornata che inizia sempre troppo presto e sembra nel contempo infinita e mai abbastanza lunga per fare tutto, perché mi devo ritagliare qualche minuto per scrivere e raccontare? Me lo domando mentre le dita uniscono parole, la risposta è nel vento direbbe Bob Dylan, il vento mi fa pensare a un cambiamento.

Magari leggerà qualcuno che ha l’autorità per far partire un’inchiesta sugli affitti in nero partendo da un punto e poi aprendosi a raggiera. La vacanza è un lusso, paghiamoci le tasse.

Federica Morrone