Ho sempre trovato intrigante il concetto dei giochi, in special modo dei giochi di stato: gratta e vinci, lotterie e tutte le loro creative versioni. Ogni 5 anni l’Unione Europea bandisce la sua lotteria, con alcune peculiarità che la distinguono da quelle nazionali. Ogni cittadino ha diritto di partecipare, ma solo i prescelti dai singoli partiti (eccezion fatta dal nuovo partito M5s), hanno la possibilità di vincere.

Quest’anno l’Unione Europea ha aggiunto un ulteriore aggravio per i nostri poveri futuri eletti. In precedenza il loro stipendio annuale era basato su un calcolo partendo dallo stipendio dei loro colleghi a Roma. La Ue tuttavia ha ridefinito gli stipendi uniformandoli: “solo”  6.250,37 euro netti (come stipendio base). Ora i politici di nazioni meno abbienti festeggiano mentre i nostri politici dovranno sacrificarsi ancor di più per uno stipendio più basso (ora capisco cosa intendono alcuni dei nostri politici quando dicono che “si sacrificano e che l’Europa non ci da abbastanza”!).

Sono un romantico e un idealista lo ammetto, quindi ho pensato che se i politici interagiscono con me via mail, twitter, facebook chiedendomi fiducia e conseguenza il mio voto io ho egual diritto di mandare mail, scrivere su twitter, scrivere sulle pagine di facebook, ai vari candidati per comprendere come si comporteranno in Europa sui temi a me cari. Ho chiesto loro dei progetti per la proiezione estera dell’Italia. Cosa significa in due parole? Tutti i politici concordano che il problema dell’Italia (negli ultimi anni) sia la disoccupazione. Incoraggiante che lo abbiano scoperto. A mio avviso la proiezione italiana all’estero funziona così. L’occupazione implica aziende che producono a seguito di ordinativi. Ordinativi dal mercato italiano o europeo arrivano ma sono pochi (sarà per colpa della crisi?). Cerchiamo di trovare nuovi mercati dove esportare: dal Centro Asia, alla Russia (premesso che la Russia ci voglia se ci schieriamo diplomaticamente contro di loro), America latina, India, etc.

Per facilitare le nostre aziende servono missioni commerciali e anche quella sorta di mercato dei favori (generalmente chiamato lobby o advocacy) per cui se io Stato italiano supporto un tema a te caro tu, nazione straniera, benevolmente avrai un occhio di riguardo per le mie aziende. Una volta tornato a casa con un bell’ordine l’imprenditore della Pmi (la spina dorsale dell’economia italiana) può, se serve, assumere persone, può chiedere un prestito in banca per inizio lavori (premesso che la banca sappia qualcosa di mercati esteri e possa calcolare il rischio paese di qui il valore degli interessi da aggiungere al prestito) e inizia a lavorare. I dipendenti intanto la mattina van dal giornalaio a prender il giornale, comprano un caffè, magari si concendono una pizza in più e l’economia rinasce. Ovvio io ho semplificato molte cose ma sentir dire che l’Italia, con un patrimonio di conoscenze tecnologiche, industriali può campare di solo terziario lo trovo poco pratico (considerando poi la fila di fondi di investimento stranieri che sbavano all’idea di comprarsi pezzi di aziende italiane grandi ma anche medie…) . Chiarito il senso della mia domanda vediamo che risultati che ho ottenuto.

Scrivo ad Alessandro Di Battista (M5s) vice presidente della commissione esteri. Lo chiamo al telefono. Mi risponde la sua segretaria dicendo che mi farà sapere. Dopo alcuni giorni mi dice che il candidato è occupato a seguire le elezioni e di chiedere ad altri della commissione di M5S. Insisto e mi da i due nomi degli altri della commissione esteri. Rinuncio per ora. Aspetterò dopo le elezioni. Mi hanno almeno risposto.

Mi arriva una mail da Maurizio Lupi (Ncd) che mi invita a votarlo. Gli rispondo chiedendo di vederci per un caffè per parlare. Mi risponde il suo segretario che mi indica di leggere le info sul sito. Gli replico che avrei piacere di parlare di persona, il sito lo conosco. Nessuna ulteriore comunicazione.

Mi manda un messaggio via facebook Carlo Fidanza (Fdi) spiegandomi che ha fatto tante cose per l’Italia e chiedendomi fiducia. Gli rispondo che avrei piacere di parlare con lui di persona. Nessuna risposta. Passo per un banchetto in zona via Dante a Milano e la gentile militante (una tipa preparata) alla mia critica che il cittadino Fidanza non è reattivo mi spiega che è molto impegnato e di solito risponde. Vabbè, le credo sulla parola. Più reattiva, nel panorama Fdi è Paola Bencini, commerciante con un bar storico e candidata per le europee. Mi spiega delle sue preoccupazioni, dei problemi delle fabbriche intorno al suo bar. Io a mia volta le spiego che se le aziende hanno occupazione per ordini anche al suo bar verranno (potenzialmente si intende) più clienti.

Dal Pd nessuna risposta, i militanti che trovo in via dante a Milano son gentili ma parlano di ideologie e io gli chiedo di cose pratiche. Sul programma del Pd non trovo riferimenti chiari alla politica estera (in vero non trovo traccia sulla maggior parte dei programmi). Il candidato sindaco di Prato, Biffoni, provenendo da una regione ad alta manifattura mi confida le sue preoccupazioni e la necessità di rilanciare missioni commerciali all’estero, la sua è una posizione chiaramente proattiva del tipo “o si fa qualcosa o si muore”. Non è candidato alle Europee, lo ammetto, ma dei candidati alle Europee nessuno mi ha risposto. Da Forza Italia nessuna risposta. Saranno occupati con le nuove (doverose si intende) proposte per difendere gli animali domestici. Mi resta un dubbio. Chi voto? Credo che alla fine voterò il gruppo che ha dimostrato maggior propensione alla relazione con il cittadino comune (io!).