Sempre più lontani dalle grandi del continente. Perché la miglior squadra italiana, la Juventus, quest’anno è arrivata in semifinale “solo” di Europa League. E l’Europa di Serie B, rispetto alla Champions League, vale spiccioli. I dati diffusi dalla Uefa alla vigilia dell’atto finale della massima manifestazione calcistica continentale per club parlano chiaro. La Spagna, che ha dominato entrambi i tornei, è leader assoluta nella classifica del montepremi economico, sfiorando i 120 milioni di euro. Inghilterra e Germania, pur al termine di una stagione non entusiasmante dal punto di vista dei risultati, si difendono intorno quota 80 milioni. E l’Italia è ormai definitivamente fuori dall’elite del pallone europeo, ferma sui 50 milioni di euro. Numeri che non potranno non incidere sul prossimo calciomercato e sugli equilibri in campo. Nel calcio moderno per vincere ci vogliono i soldi. Ma è anche vero il contrario: le vittorie valgono tanto. Soprattutto a livello internazionale.

Sollevare la Champions League, ad esempio, oltre alla gloria porta in dote anche la bellezza di circa 35 milioni di euro, considerando i bonus di tutto il percorso nel torneo. E’ esattamente questa la cifra che si aggiudicheranno Real Madrid o Atletico Madrid domani sera, insieme alla coppa dalle grandi orecchie. Ma anche la perdente, dal punto di vista economico, potrà ben consolarsi: entrambe le squadre di Madrid hanno già messo in cassa 26,4 milioni di euro e domani se ne giocheranno altri 17 (da dividere ovviamente non in parti uguali). Atletico e Real a parte, tutte le big hanno portato a casa cifre importanti: 25,9 milioni il Bayern Monaco, 24,9 il Chelsea, 21 il Manchester United, 20,5 il Barcellona, 20 il Borussia Dortmund, 18,2 l’Arsenal e 17,1 il Manchester City. Un elenco che bene fa capire quanto sanguinosa sia stata l’eliminazione della Juventus: i bianconeri sono riusciti a limitare i danni con un ottimo percorso in Europa League, ma nonostante ciò si fermano a 13,1 milioni di euro di premi Uefa nel 2013/2014. Piazzandosi, insieme al Napoli, anche alle spalle del Milan, la cui stagione europea è finito ben prima di quella juventina, già a febbraio, con l’eliminazione negli ottavi per mano proprio dell’Atletico Madrid. Ma, almeno a livello economico, Europa League e Champions League sono davvero incomparabili: vale più l’ottavo di finale del Milan (che riceve 17,7 milioni di euro) della semifinale della squadra di Antonio Conte.

E un altro dato è ancor più eloquente: ha incassato di più la Real Sociedad (11,2 milioni di euro, con un solo pareggio e tutte sconfitte nella fase a gironi di Champions) del Siviglia, vincitore a sorpresa dell’Europa League in finale contro il Benfica, e destinatario di 9,8 milioni di euro. Mentre Fiorentina e Lazio, che hanno giocato solo l’Europa League (uscendo rispettivamente agli ottavi e ai sedicesimi) chiudono con appena 3,4 e 2,6 milioni di euro. Così si spiega l’enorme divario, a livello nazionale, accumulato dalla Spagna nei confronti di Inghilterra e Germania. E soprattutto dell’Italia, che paga una stagione complessivamente mediocre a livello internazionale, oltre ovviamente al fatto di avere solo tre club (e non più quattro, come in passato) in Champions. Le ripercussioni, dunque, si sentono sul piano del ranking Uefa e anche a livello economico. A questi soldi vanno aggiunti quelli dei diritti tv; e qui subentrano altri parametri, fra cui il numero delle squadre partecipanti per ogni Paese. Ma la finale di domani fra Atletico e Real Madrid non è solo questione di gloria: vincere la Champions League conviene.

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