Troppo spesso sentiamo, con il ritornello Ce lo chiede l’Europa chiamare in causa l’Europa, a torto, soprattutto quando si deve cercare un capro espiatorio per giustificare decisioni impopolari, assurde o che interessano i soliti noti.

Quando invece c’è da applicare o recepire norme europee che danno più diritti ai cittadini (si, ce ne sono) allora i nostri politici dimenticano quel ritornello e si girano dall’altra parte (non a caso l’Italia è il paese con il maggior numero di procedure d’infrazione aperte). Ciò al costo di farci pagare multe salatissime (è già accaduto, ad esempio con il caso Europa7/Di Stefano, (e le cose non cambieranno fino a quando i responsabili non saranno chiamati a pagare di tasca loro).

E’ da questa amara constatazione che è nato CeLoChiedeLEuropa.eu , con lo scopo di fare un po’ di informazione sulle tematiche europee troppo spesso dimenticate e tralasciate e per verificare (oggi va di moda il termine“Fact-checking”) se quelle che i nostri politici vogliono far passare come “imposizioni di Bruxelles” siano davvero tali e sbugiardarli in caso contrario (anche qui,  se fosse istituito il reato di “dichiarazioni mendaci” per chi occupa un incarico pubblico questi ci penserebbero due volte prima di spararle).

I casi sono innumerevoli: si va dalla privatizzazione di Tirrenia, alla responsabilità civile per i giudici, passando per il numero chiuso all’università o ancora l’indulto. Tutti con il “ce lo chiede l’Europa” come unico denominatore. 

Se il concetto vi piace spero che vorrete condividerlo con i vostri amici e partecipare inviando proposte, suggerimenti, idee e perché no dichiarazioni “sospette” del politico di turno che, con la scusa di Bruxelles, cerca di giustificare l’improponibile.