Fanno festa Sassuolo e Chievo Verona, retrocedono Bologna, Catania e Livorno. La penultima giornata di Serie A emette anche i verdetti sulla corsa salvezza, che era rimasta l’unica ad animare questo finale di campionato. Lo spareggio della disperazione al Dall’Ara fra Bologna e Catania si è rivelato ininfluente: hanno vinto i siciliani, in una partita tesa, con due espulsioni, cinque cartellini gialli e il gol della vittoria di Bergessio a cinque minuti dal termine. Tutto inutile, entrambe le squadre salutano la Serie A in virtù dei risultati degli altri campi. Da Reggio Emilia e Cagliari, infatti, non sono arrivate sorprese.

Troppo più forti le motivazioni del Sassuolo e del Chievo Verona, rispetto ad un Genoa e un Cagliari già appagati e senza obiettivi. Il 4-2 dei neroverdi vale la salvezza per la squadra di Eusebio Di Francesco, che può a ben diritto parlare di “impresa”. Il tecnico abruzzese, esonerato a fine gennaio, ha ripreso la squadra a marzo in posizione quasi disperata, ed è riuscita con un filotto di risultati positivi nelle ultime giornate a garantirsi la permanenza nella massima serie. Il tutto, valorizzando il talento di Domenico Berardi, autore di 16 reti nella stagione d’esordio, a soli 19 anni. Ha fatto più fatica, invece, il Chievo Verona, salvato solo da un gol del difensore Dario Dainelli, a poco più di un quarto d’ora dalla fine. E’ soprattutto la vittoria degli scaligeri a condannare Catania e Bologna all’inferno della Serie B (mentre il Livorno era già retrocesso per la sconfitta per 1-0 in casa contro la Fiorentina). Inutile, tardivo il risveglio in queste ultime due giornate del Catania.

Gli etnei avevano riacceso la speranza battendo 4-1 la scorsa settimana la Roma. E si sono ripetuti oggi, andando a vincere sul campo del Bologna. Ma due vittorie, di cuore e puro orgoglio, non possono bastare per salvare un campionato giocato nettamente al di sotto delle proprie possibilità. Mentre il Bologna paga gli errori di valutazione sul mercato: la cessione di Diamanti a gennaio si è resa necessaria per le difficoltà finanziarie della società. La dirigenza forse pensava che in un campionato così livellato verso il basso i punti di vantaggio accumulati nel girone d’andata sarebbero bastati per salvarsi. Così non è stato: senza il suo leader tecnico e carismatico, la squadra si è letteralmente sciolta nel finale di stagione. Bologna e Catania dovranno ripartire dalla Serie B, che guadagna per il prossimo anno due piazze importanti. In bilico, allora, resta solo l’ultimo posto in Europa League. Il pareggio per 1-1 fra Torino e Parma lascia in corsa entrambe le squadre (e teoricamente anche il Milan, che però dopo la sconfitta di Bergamo contro l’Atalanta di fatto è fuori dall’Europa). Il destino è nelle mani dei granata: vincendo a Firenze (con la Fiorentina già certa del quarto posto), il Toro tornerebbe in Europa a 21 anni di distanza dall’ultima apparizione in Coppa delle Coppe, nel 1993. Mentre da Bergamo, nella partita in cui un gol capolavoro di Brienza sancisce l’esclusione del Milan dall’Europa (non accadeva dal 1998-1999), gli ultrà “regalano” un’altra parentesi di razzismo al nostro calcio: banane e ululati contro Kevin Constant, sull’esempio di quanto successo qualche settimana fa in Spagna al giocatore del Barcellona Dani Alves. Degno epilogo di una stagione cominciata male e finita peggio. Domenica l’ultima giornata. Con tutti i verdetti assegnati e poche emozioni da offrire. Specchio fedele di un po’ tutto questo campionato.

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