E’ “molto difficile” che le autorità libanesi concedano l’estradizione di Marcello Dell’Utri nei prossimi giorni, dopo la conferma della condanna a sette anni da parte della Cassazione arrivata la sera del 9 maggio. Lo ha dichiarato all’Ansa una “fonte qualificata” di Beirut, spiegando che “entro la settimana prossima il procuratore si sarà soltanto fatto un’idea della questione”, per cui “è molto, molto difficile se non impossibile che le autorità libanesi concedano l’estradizione nei prossimi giorni”. Intanto una fonte giudiziaria libanese citata dal quotidiano beirutino in francese L’Orient-Le Jour afferma che Libano non è competente in materia di prescrizione del reato per cui è stato riconosciuto colpevole l’ex senatore di Forza Italia, da metà aprile in custodia cautelare a Beirut e formalmente agli arresti dalla mattina del 10 maggio, quando il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha comunicato alle autorità libanesi competenti che la sentenza è diventata irrevocabile a seguito del rigetto del ricorso per Cassazione. Questa fonte sembra rispondere a distanza all’avvocato libanese di Dell’Utri, Akram Azoury, che il 6 maggio – prima della conferma della condanna – aveva detto di aver intenzione di chiedere al procuratore generale di Beirut di rimettere in liberà l’ex senatore, accusando l’Italia di avere “violato il trattato di estradizione bilaterale” quando ha chiesto il suo arresto. “Il Libano non è competente su tale questione – ha detto la fonte – e il potere esecutivo che avrà l’ultima parola sulla vicenda lo farà solamente in base alla decisione giudiziaria che avrà esaminato se le condizioni dell’estradizione sono rispettate o no”. Le opinioni, però, sono tutt’altro che univoche: il portale d’informazione locale NowLebanon scrive infatti, citando “fonti giudiziarie e della sicurezza libanesi”, che il ministero della giustizia di Beirut ha già avviato le procedure per l’estradizione, che avverrebbe “durante la prossima settimana”. Le autorità libanesi avrebbero allertato l’Interpol affinché garantisca il trasferimento in sicurezza di Dell’Utri da Beirut a Roma.