Elettrosmog in Transatlantico, la misura del disatteso Principio di Precauzione.

In un brodo elettromagnetico a prova di rilevatore, corpi e teste (chissà quanto!) ignare del pericolo biologico (altro che termico!) immerse in onde non ionizzanti e radiofrequenze di tablet, notebook e cellulari in dote parlamentare: è l’immagine subliminale nei Tg dello stress ossidativo incalzante, dei radicali liberi che alterano gli equilibri vitali. Milioni di onde ci avvolgono, dappertutto. In Aula come nei luoghi privati e pubblici, persino in parchi e ospedali: Wi-Fi spot, ripetitori senza piani regolatori, radar e reti Wireless irridono l’Sos dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, possibili agenti cancerogeni ci assalgono silenti. E c’è già chi (neppure pochi!) se ne ammala e soffre, costretto ad isolarsi, fuggendo da pericoli invisibili e dolorose minacce. Negli Usa hanno lanciato l’appello ad Obama e maggio è anche il mese della Consapevolezza dell’Elettrosensibilità e della Sensibilità Chimica Multipla (Mcs), sindromi croniche ambientali immuno-neuro-tossiche multifattoriali e polisintomatiche scatenate da più tossine che aggrediscono più organi del corpo, rendendo intollerante l’esposizione anche a piccole dosi di sostanze chimiche e onde elettromagnetiche generalmente (chissà perché!) ritenute innocue. In attesa (chissà per quanto!) dei Livelli Essenziali di Assistenza, ignorata dal Sistema Sanitario Nazionale, in Italia il riconoscimento della malattia è delegato alle Regioni e gli ammalati vengono diagnosticati a territorio alterno. Perché nelle paludi delle Commissioni Parlamentari affogano decine di disegni legge, impantanati da lobbistici e ipocriti dimenticanze.

Al netto delle fazioni dei ricercatori, tra gli indipendenti sono in molti a considerarci tutti dentro il più grosso studio epidemiologico a cielo aperto mai condotto nella storia dell’umanità, attesa la portata della frittura mista di inquinanti, metalli pesanti e veleni non solo in aria, cibo e acqua. Così, nel solco della Precauzione del Consiglio d’Europa del 2011, l’Mcs in Svezia è da tempo malattia ambientale funzionale e le Free Elettrosmog Zone con alloggi e lavori ‘protetti’ per elettrosensibili li finanzia direttamente lo Stato. Residenze senza voltaggio stanno pure in Francia, mentre Parigi ha un percorso per lo shopping, libero da inquinamento elettromagnetico. E’ l’Europa bifronte, a due velocità: in Germania, Austria e Svizzera è inclusiva, pure case ecologiche per Mcs. Da noi è esclusiva, niente Legge nazionale, niente Free Elettrosmog Zone e scarso dibattito sul problema, con gli elettro/chimicamentemultiplo sensibili che non possono nemmeno ricoverarsi, ricevere interventi in ospedale e sono costretti a migrare all’estero (in Europa!) per curarsi. Alla faccia della Convenzione Onu 2007, firmata dall’Italia per rispettare dignità, diritti e uguaglianza (nelle diversità) delle disabilità. Ministro Lorenzin: che facciamo?