Corruzione, concussione, bancarotta fraudolenta e documentale, truffa aggravata ai danni dello Stato e di Equitalia, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, omessa dichiarazione e omesso versamento Iva. Questi i reati contestati, a vario titolo, dalla procura della Repubblica di Roma a otto persone arrestate dai finanzieri del Nucleo speciale di polizia valutaria. In manette anche un funzionario di Equitalia-sud Lazio, Salvatore Fedele. Le misure cautelari sono state disposte dalla magistratura di Roma, che ha anche ordinato decine di perquisizioni a Roma, Napoli, Caserta e Cosenza.

Secondo quanto anticipato dal Corriere.it, alcune società hanno versato tangenti fra i 3 e i 10mila euro all’agenzia di riscossione per ottenere dilazioni e poi interrompere i pagamenti. Nelle misure cautelari disposte dal gip di Roma Maria Bonaventura, su richiesta dei pm Nello Rossi, Francesca Loy e Stefano Fava, si ipotizza una truffa ai danni di Equitalia per 17 milioni di euro.

Alcuni imprenditori attraverso professionisti, avrebbero contattato il funzionario, riuscendo, a ottenere prima la rateizzazione dei propri debiti con l’erario, infine la cancellazioneTra i perquisiti, secondo il Corriere, ci sono invece il direttore di Equitalia del Lazio Alessandro Migliaccio e quello della Calabria Giovanbattista Sabia. Quindici finora le persone iscritte nel registro degli indagati. Sono pesanti le parole utilizzate dal gip nell’ordinanza di custodia cautelare: “Aria di illegalità generalizzata all’interno della struttura di Equitalia con favoritismi e discriminazioni diffuse a tutti i livelli”.

“Un vero e proprio sistema truffaldino”. Così è stato definito dal procuratore aggiunto Nello Rossi, in una conferenza stampa, il meccanismo sgominato grazie ai militari del nucleo di polizia valutaria della guardia di finanza coordinati dal colonnello Pietro Bianchi.

Da parte sua Equitalia fa sapere in una nota che “nei mesi scorsi si era già costituita quale persona offesa. Stiamo da tempo fornendo la massima collaborazione agli inquirenti affinché venga fatta piena luce sui fatti e sulle eventuali responsabilità”.