L’Italia è vecchia?

Ho visto La grande bellezza di Sorrentino, il film è carino: belle le inquadrature e le musiche. Ho solo un dubbio amletico. Da milanese (non me ne vogliano i romani non è un dibattere leghista) sono il primo a riconoscere in quella pellicola quella sorta di “decadenza post impero” che connota Roma. La mia non è una critica solo una percezione che mi assale ogni volta che son nella capitale. Il mio dubbio sorge in merito a come il mondo, ma per semplicità facciamo solo il mondo occidentale, percepirà quel film. Per una popolazione come gli americani per esempio, che salvo lodevoli eccezioni, vivono la realtà in modo bipolare (bianco nero, buono cattivo etc) ho il timore che identificheranno quel film come l’emblema dell’Italia. Bella, decadente e, a guardare dall’età media dei personaggi del film, vecchia oltre ogni rimedio. La multinazionale anglo-olandese Fca (conosciuta in passato come Fiat) ha colto l’occasione lanciando uno spot in cui Sorrentino guida allegro la nuova 500. Mi sfugge, in termini comunicativi, perché un’azienda straniera usi un caso italiano per vendersi. La Opel usa una famosa bionda tedesca. Tanto vale che Fca usi Cameron come testimonial o qualche famoso vip olandese. Tornando ai vecchi in tv passa una bella intervista all’ex sindaco di Roma Veltroni (che a quanto pare ha lasciato un buco nella amministrazione capitolina di centinaia di milioni di euro, altro che “grande bellezza” ) che parla del suo nuovo docufilm su Berlinguer. Largo ai giovani verrebbe voglia di urlare.

A rischio di parer estremo non sto parlando di vecchi (in termini anagrafici) contro giovani (in Italia definiti fino ai 35 anni se non erro). Io parlo di sistemi.

Tra poco abbiamo le elezioni europee. Trovo intrigante notare come il nuovo sistema (nel modo di far politica intendo) di un M5S abbia sconvolto un oligopolio in termini di politica operativa. Ora tutti i partiti si son dovuti reinventare per trovare giovani, in termini anagrafici come l’attuale Renzi del Pd, oppure con sistemi più “popolari” come pare stia facendo Fratelli d’Italia o il nuovo Forza Italia. M5S a volte è divertente, mediaticamente parlando, come le presentazioni video dei papabili candidati per le europee, ma offre una nuova percezione della politica apparentemente alla luce del sole. In simil misura Renzi, nel suo partito, offre una visione della politica innovativa parzialmente nei contenuti e nei metodi di dialogo e confronto con il popolo. Parliamo di altri vecchi.

Il signor Bonanni, parte dell’innovativo sistema dei sindacati (frutto di un altro secolo di giuste battaglia sociali) ha manifestato disappunto per la scelta di Renzi di demolire il Cnel. Lo ammetto anche io non sapevo di preciso cosa fosse il Cnel quando mi son messo a studiare cosa fosse son rimasto basito per i “risultati” che ha prodotto nel tempo. Ho come la percezione, chiamatemi malevolo, che il disappunto di Bonanni non fosse tanto per la demolizione del Cnel, ma per quel gettone presenza di oltre 1100 euro netti al mese da lui percepito mensilmente (molti italiani come unico stipendio netto non arrivano a 1000 euro!), che si aggiungeva allo stipendio pagato dal suo sindacato (ammetto non ho ancora capito cosa prenda al mese, se qualcuno lo scopre mi faccia sapere). Il signor Bonanni e la signora Camusso non sono vecchi anagraficamente, o meglio lo sono ma non è questo il punto. Lo sono mentalmente. Fanno parte di un sistema che ormai è al tramonto.

Invece di combattere a spada tratta un cambiamento perché con i loro sindacati non provano a comprendere che l’Italia di oggi non è l’Italia di 30 anni fa? Abbiamo una disoccupazione al 13% (in media) e oltre al 40% per i giovani. Mi domando: un giovane digitale, abituato a internet per ricercare informazioni e lavoro, cosa ha da dire ad una signora Camusso? Non riesco a immaginarlo (sarò privo di immaginazione). Intanto i nostri giovani scappano a Londra, in Cina, a New York.

Dall’11 al 21 aprile farò un giro a New York pure io. Chi fosse in zona e volesse raccontarmi la sua storia è pregato di contattarmi. Tornando a noi quanti sono i veri vecchi in Italia? Non mi riferisco all’età anagrafica ma a quella mentale. Mi è capitato di conoscere uno dei- ammetto non lo sapevo – più grandi pasticceri d’europa. Igino Massari, oltre i 70 anni. Mi ha sconvolto: innovativo, viaggia per mezzo mondo per lavoro, con una conoscenza del prodotto (mi piace cucinare lo ammetto è stata una chiaccherata godibilissima) dolciario che comprendeva nozioni di chimica molecolare, biologia. Ecco questo è un giovane. Poi si accende la tv su agorai e ti trovi un Cicchito (non pare troppo giovane all’anagrafe) suggerire soluzioni per trovare lavoro ai giovani. E fosse solo lui. L’intero sistema mediatico di informazione dibatte con dovizia di particolari questo scottante odierno tema (aspettando un’altra guerra o un altro evento mediatico che faccia vender più pubblicità, pardon faccia più audience).

Il sistema di informazione in Italia è generalmente vecchio. Acquisisco più informazioni o annunci di lavoro la mattina leggendo i giornali digitali che IO mi sono creato usando un software gratuito che leggendo 4 tra i maggiori quotidiani cartacei. E non parlo solo di quantità ma di qualità dell’informazione. Sui media italiani non si parla quasi mai di estero a meno che non ci scappi il morto: una bella guerra (anche quelle civili van bene basta che siano al “sangue”) un cataclisma (purtroppo oggi è il turno del Cile). Nel mondo si parla di nuove frontiere digitali, di difesa mediatica del “made in (aggiungete la nazione che preferite)” di equilibri ecologici a rischio. Noi in Italia invece siamo qui a parlare di Renzi che, cattivone sto giovane, in 2 mesi che è al governo sta facendo tante cose brutte per turbare il “vecchio” sistema, quello che i francesi un tempo chiamarono l’ancient regime (loro per toglierlo di mezzo usavano la ghigliottina!).

A prescindere da cosa combinerà Renzi, Grillo (non giovane all’anagrafe ma di testa sicuramente più giovane di molti 30 enni) o qualunque altro giovane di testa, sarebbe ora che l’Italia riscoprisse la sua gioventù prima che sia troppo tardi.

@enricoverga