Una delle più piccole lune di Saturno, Encelado, nasconde un oceano dal fondale roccioso, con caratteristiche tali da poter ospitare forme di vita. La scoperta, pubblicata su Science, è coordinata dall’Italia, con il gruppo di Luciano Iess, dell’università Sapienza di Roma, e finanziata dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). 

I dati che hanno portato alla scoperta segnano un ulteriore successo della missione Cassini, nata dalla collaborazione tra Nasa, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Asi. Con Iess, del dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale della Sapienza, hanno collaborato Marzia Parisi e Marco Ducci, della stessa università, e Paolo Tortora dell’università di Bologna.

“I dati sono sorprendenti”, ha detto Iess all’Ansa. Dalla ricerca emerge che alla profondità di 30-40 chilometri sotto il polo Sud di Encelado esiste una massa d’acqua pari a quella del secondo lago più grande della Terra, il Lago Superiore, profonda otto chilometri e si estende dal Polo Sud almeno fino alla latitudine di 50 gradi. Il fatto che l’oceano abbia un fondale roccioso implica che l’acqua sia a contatto con silicati: una condizione nella quale potrebbero avvenire reazioni chimiche interessanti e potenzialmente ricche.

“C’è una ragionevole certezza – ha aggiunto Iess – che in quell’oceano nascosto possa esistere un ambiente potenzialmente favorevole alla vita”. Personalmente il ricercatore ritiene questa probabilità molto bassa, “ma non possiamo escluderla, anche una piccolissima probabilità sarebbe un risultato straordinario”.

Non è la prima volta che un satellite di Saturno sorprende gli scienziati. Due anni fa, sempre su Science, veniva rivelato che c’era un oceano di acqua liquida sotto la superficie di Titano (nella foto). E anche in questo caso la scoperta si doveva al gruppo di Luciano Iess.