Mekorot, la società partecipata che gestisce la stragrande maggioranza della fornitura d’acqua nello Stato di Israele, è sicuramente uno dei motori del potente sviluppo della comunità del paese. Sul suo sito si legge: “Mekorot is one of the world’s most technologically advanced water companies. Seventy years of innovation in the face of Israel’s significant environmental and security challenges have made Mekorot a world leader in esalination, water reclamation, water project engineering, water safety and water quality.”

Essendo uno dei motori della crescita economica del paese, essa accompagna ovviamente Israele anche in quell’opera illegittima che va avanti da anni e che consiste nell’occupazione della striscia di Gaza. Infatti, l’occupazione va di pari passo anche con lo sfruttamento delle risorse acquifere del sottosuolo. Si stima in proposito che Israele si appropri di una quota del 90% di esse, lasciando quindi solo il 10% alla popolazione che ne avrebbe diritto, quella palestinese. Tanto che si stima altresì che nel 2016 la falda acquifera sotto Gaza possa diventare inutilizzabile.

Un modo per arricchire ulteriormente Israele e depauperare la Palestina. La situazione di saccheggio sarebbe tanto conclamata da indurre nel dicembre 2013 la società olandese di acqua potabile Vitens a sciogliere i rapporti con la Mekorot in quanto quest’ultima violerebbe il diritto internazionale a causa del suo coinvolgimento attivo nell’impresa degli insediamenti israeliani abusivi e sarebbe responsabile del saccheggio delle risorse idriche nei territori palestinesi occupati e dell’esclusione dei palestinesi dalla fornitura di acqua.

Pressoché in contemporanea con la chiusura dei rapporti tra Olanda ed Israele sul fronte dell’acqua, ecco che invece il colosso ACEA di Roma ha sottoscritto con la Mekorot, addirittura alla presenza di Letta e Netanhiahu, un memorandum di intesa che ha come oggetto la collaborazione nel settore delle risorse idriche. È davvero singolare che una società idrica di un paese che si è espresso con referendum a favore dell’acqua pubblica, collabori con un altro paese in cui l’acqua viene addirittura sottratta ai legittimi proprietari. Ma, come ben si sa, pecunia non olet

L’unico partito che ha chiesto la revoca dell’accordo è stato il M5S.

Il 22 marzo scorso si è celebrata la giornata mondiale dell’acqua. C’è da ritenere che in Palestina non abbiano festeggiato un bel nulla.