Dopo la condanna definitiva in Cassazione a 17 anni e 5 mesi per il crac Parmalat, gli anni di pena per Calisto Tanzi si allungano. L’ex re del latte ha patteggiato di fronte al giudice Maria Cristina Sarli un totale di otto mesi per i tre filoni del crac, Parma calcio, Hellas Verona e tesoretto dei quadri in cui era coinvolto.

Per la vicenda Parma Calcio, l’accusa per Tanzi era di avere distratto tra il 1992 e il 2003 somme per 10 milioni di euro e 11 milioni di dollari dalle casse di Parmalat. Tanzi e il figlio Stefano, che allora era presidente della società sportiva, hanno patteggiato due mesi ciascuno per aver drenato soldi attraverso falsi contratti di sponsorizzazione e di promozione di prodotti Parmalat, anche se le prestazioni non erano mai avvenute.

Altri due mesi Tanzi li ha patteggiati per il caso Hellas Verona, in cui l’ex imprenditore era accusato di essere stato il proprietario occulto della società sportiva dal 1998 al 2004 attraverso il suo prestanome Giambattista Pastorello (che invece ha scelto di andare a processo), distraendo 16,5 milioni di euro dalle casse del Parma calcio.

Il giudice ha infine ratificato altri quattro mesi per la vicenda dei quadri e delle opere d’arte ritrovate a casa di Tanzi e di suoi amici e familiari nel 2009, tre anni dopo il crac, dopo un servizio della trasmissione Rai Report. Le 112 opere di valore milionario, tra cui figuravano quadri di autori da Manet a Picasso, erano state confiscate e ora sono custodite dalla Soprintendenza, che prossimamente le metterà all’asta.

Gli otto mesi di pena andranno in continuazione al cumulo calcolato dalla Cassazione il 7 marzo 2014, che ha previsto la fine pena per Tanzi il 22 settembre del 2035. L’ex imprenditore per ora si trova ai domiciliari in ospedale per sottoporsi a delle cure, con il permesso di rientrare nella sua abitazione il weekend. A differenza degli altri condannati del crac Parmalat, che sono stati arrestati nelle scorse settimane, per Tanzi nell’ordine di arresto la Procura generale di Roma ha stabilito che provvisoriamente rimanga in vigore il provvedimento in atto di detenzione domiciliare in ospedale. Sarà il Tribunale di sorveglianza di Bologna a dover decidere nelle prossime settimane se Tanzi dovrà ritornare in carcere o potrà continuare la detenzione in ricovero.