“Questo lo avete scritto voi, io ho chiesto al commissario Giuseppe Sala di avere una persona in rappresentanza della Regione come vice-commissario, non ho fatto nomi”. È il 21 marzo e il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, replica così ai giornalisti che, il giorno dopo la bufera giudiziaria su Infrastrutture Lombarde, gli chiedono perché in un’intervista del 2 marzo scorso avesse detto che l’ex direttore della società regionale, Antonio Rognoni, finito in manette, era “uno dei candidati” al ruolo di subcommissario a Expo

Ma a leggere le carte dell’inchiesta sembra che il governatore e il manager – che aveva presentato le dimissioni perché indagato in un’altra indagine milanese su Expo – invece stessero in qualche modo trattando per una posizione. Esistono intercettazioni telefoniche, disposte lo scorso febbraio e agli atti dell’inchiesta, che “rivelano”, secondo la Guardia di Finanza, non solo “come il medesimo continui a svolgere le proprie funzioni all’interno” degli uffici dell’Ilspa e ad “occuparsi fattivamente dell’ operatività” della società, ma anche telefonate che “hanno ad oggetto la posizione di Rognoni nella struttura organizzativa della società”. Ma a quale società di fa riferimento visto che Rognoni aveva dato le dimissione già a metà gennaio e avrebbe lasciato la poltrona per aprile? 

Dalle intercettazioni, annotano le Fiamme Gialle nell’ultima informativa sulle indagini, “emerge che Rognoni è in diretto contatto con l’attuale Presidente della Regione, Roberto Maroni, presso il quale nel pomeriggio del 20 febbraio 2014 si sarebbe recato per discutere della propria posizione”. Anche perché sembra emergere, a leggere le conversazioni, tra Rognoni e alcuni suoi collaboratori una specie di ‘lotta intestina‘ tra il dg dimissionario e il presidente del Consiglio di Gestione di Ilspa, Paolo Besozzi, che in pratica ha preso il suo posto dopo le dimissioni. Rognoni riferisce ai suoi interlocutori di presunte “intimidazioni” subite da Besozzi. E di questi contrasti l’ex dg avrebbe parlato anche con l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione, nonché presidente del Consiglio di Sorveglianza di Ilspa, Maurizio Del Tenno, con il quale “è in stretto e costante contatto”. A lui Rognoni riferisce di ciò che avrebbe scritto Besozzi: “Cose ‘aberranti’ allo scopo di intimorirlo e dare le dimissioni”.

Sempre Rognoni, in una telefonata del 20 febbraio giorno dell’incontro con il presidente leghista, dice a Del Tenno che Maroni avrebbe criticato l’operato di Besozzi, sostenendo che “questo non si deve occupare di queste cose”. Per gli inquirenti “risultano interessanti in tal senso i commenti formulati da Del Tenno quando afferma ‘adesso la prova decisiva è l’Expo‘, ed in tale contesto confida a Rognoni di volersi rivolgere a Maroni perché ‘non ci sono le condizioni, o mandi via Besozzi o non faccio un cavolo!'”. A quel punto Rognoni rivela, scrive gli inquirenti, a Del Tenno quello che gli avrebbe detto Maroni: “Io gli ho detto ‘Guardi Presidente siccome questo qui non cambia io non riesco a lavorare per Expo? (…) E allora lui ha detto ‘No, ma come, non avete ancora fatto l’incarico, allora io voglio portare in Giunta l’incarico anche se non è ancora stabilito il quantum”. E Rognoni avrebbe risposto: “Guardi Presidente che io non sono in grado di lavorare per lei o per Expo avendo a che fare con uno (Besozzi, ndr) che urla davanti a tutti al telefono e che la gente non ne può più”. L’assessore Del Tenno, secondo la Gdf, manifesta allora “l’intenzione di perorare la causa di Rognoni”. E così che Del Tenno dice che “avrebbe investito della questione anche ‘Raffaele’ da individuarsi – scrive la Gdf – verosimilmente nell’attuale presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo”.

Tutte telefonate che dimostrano, si legge nel rapporto, la “continuità delle funzioni direttive del dimissionario Rognoni”. L’ex dg, infine, in un’altra telefonata con “una persona di sesso maschile”, non meglio identificata, concorda “di incontrare insieme il Commissario Unico dell’Expo nonché ad della Expo2015 spa, Giuseppe Sala”.