Ho avuto più volte occasione di di occuparmi, su questo mio blog, della situazione in Venezuela. Interesse nato dai contatti diretti che ho avuto occasione di stabilire con questo Paese latinoamericano, che ho potuto visitare più volte. Del processo rivoluzionario in corso laggiù ho avuto modo di apprezzare lo sforzo di includere ampi settori della popolazione, storicamente emarginati, e che hanno finalmente accesso a diritti sociali essenziali fino a poco tempo fa assolutamente negati. Come pure la costruzione di spazi di partecipazione democratica di tipo nuovo e il protagonismo nelle relazioni internazionali che hanno fatto della patria di Simon Bolivar uno dei principali alfieri dell’integrazione su scala regionale e del superamento dei vecchi schemi neocoloniali contrassegnati dalla soggezione agli Stati Uniti.

L’azione di disinformazione assolutamente caricaturale e faziosa svolta dai media occidentali ed europei in particolare, con il ricorso anche a falsi clamorosi, mi indigna pertanto molto. Come in ogni processo rivoluzionario si aprono contraddizioni, a volte dolorose, e possono esserci errori e ritardi, che vanno superati stabilendo nuovi livelli di unità all’interno del popolo e mediante il dialogo democratico. Ci sono, nelle proteste, anche motivazioni reali ed aspirazioni giuste di cui occorre tenere conto. Non è invece ammissibile la linea di condotta che alcuni settori della destra hanno scelto, dando vita a una protesta estrema che non rispetta il quadro costituzionale stabilito. In particolare mediante l’uso delle armi che hanno provocato numerose vittime fra le file delle forze dell’ordine e dei cittadini. Tutte vittime tendenziosamente ascritte, da parte dei suddetti media, a una presunta azione repressiva indiscriminata del governo.

Nulla consente invece di dipingere la situazione nel Paese nel modo in cui i principali media, anche nel nostro Paese, hanno fatto,  facendo credere al cittadino spesso disinformato che si tratta di un governo che reprime la sua popolazione. L’appoggio della maggioranza del popolo alle scelte del governo Maduro è del resto emersa da tutti gli appuntamenti elettorali, più o meno recenti. E’ ad ogni modo interesse comune, ed in primo luogo di tutti i cittadini venezuelani, quale che ne sia la posizione sociale o l’orientamento politico, che la situazione non degeneri nella violenza. A tale fine occorre auspicare un’azione decisa delle istituzioni pubbliche volta a stroncare ogni violenza e a punire ogni abuso, da qualunque parte esso provenga. Questa convinzione si sta facendo strada in ampi settori della popolazione venezuelana, ivi compresi settori di opposizione. Tranne che in quei piccoli gruppi, molto ristretti, che sperano in tale degenerazione per poter invocare l’intervento straniero già auspicato ad esempio da un esponente della destra statunitense come McCain.

E’ quindi di fondamentale importanza che l’informazione sul Venezuela sia corretta e non unilaterale. Io, nel mio piccolo, mi sono dato da fare in questo senso, raccogliendo, oltre che molti consensi, anche incomprensioni, insulti, e in qualche caso perfino minacce, che ovviamente lasciano il tempo che trovano.

E’ altresì importante che ampi settori della società italiana non si facciano ingannare dalle menzogne e dalle montature dei media. Per questo motivo ho appreso oggi con soddisfazione di un incontro che si è svolto lunedì scorso tra l’Ambasciata della Repubblica Bolivariana in Italia e la Commissione di politica estera del Movimento Cinque Stelle composta dai parlamentari Manlio Di Stefano, Maria Edera Spadoni, Carlo Sibilia e Emanuele Scagliusi. Il Movimento Cinque Stelle che si appresta a confermare il suo ruolo politico fondamentale nel quadro politico italiano ed europeo, ha espresso in tale occasione la sua contrarietà al processo di demonizzazione tentato dai media contro il governo venezuelano e in particolare contro il dialogo nazionale che punta a porre fine alle violenze creando le condizioni per una soluzione pacifica e democratica dei problemi politici, economici e sociali. Lo stesso Movimento ha del resto potuto constatare più volte sulla propria pelle gli effetti della faziosità dei media, elaborando peraltro efficaci strategie di controffensiva mediatica. L’ambasciatore del Venezuela, Isaias Rodriguez, ha a sua volta sottolineato le caratteristiche inaccettabili assunte dalle attività di quei  settori dell’opposizione che praticano la devastazione delle strutture pubbliche, la chiusura delle vie di comunicazione e minacce di stampo fascista nei confronti della popolazione.

Si è trattato di un incontro importante per la profondità dei legami storici, culturali ed economici fra Italia e Venezuela, che occorre conservare e sviluppare, senza lasciare a pochi esagitati, incapaci strutturalmente di dialogo democratico e inviperiti per la perdita di qualche privilegio, la rappresentanza dell’importante comunità italo-venezuelana.