“Credo che se un manager ha voglia di andare via è libero di trovare sul mercato chi lo assume a uno stipendio maggiore”. È il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Maurizio Lupi a intervenire sulla polemica legata alle parole dell’ad di Ferrovie Mauro Morettiche venerdì 21 marzo ha minacciato di andare via nel caso in cui venisse tagliato il suo stipendio.

“È un manager efficiente del nostro Stato, ha dimostrato di aver lavorato bene, ma se il padrone, in questo caso lo Stato – ha aggiunto Lupi in visita a Chioggia ai cantieri del Mose per la salvaguardia di Venezia dalle acque alte -, decide che rispetto a quello stipendio bisogna dare un segnale anche nella direzione dei cittadini (perché circa 50mila euro al mese non mi sembra che siano oggettivamente pochi), giustamente siamo in un mercato libero e credo che se Moretti ha altre offerte, se vuole andare alle Ferrovie tedesche, lo può fare tranquillamente”.

Anche dal sindacato arrivano commenti e riflessioni: “È molto bravo e facilmente si irrita. Deve avere più pazienza di questi tempi, perché la gente soffre e lui deve capire che i segni sono importanti” – ha detto il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, a margine del forum della Confcommercio a Cernobbio. “Un tetto ci vuole, non c’è dubbio” ha affermato invece il segretario della Cgil, Susanna Camusso, rispondendo a una domanda sugli stipendi dei manager, anche se la sindacalista ha preferito non commentare il caso specifico: “Non intendo discutere delle retribuzioni dei singoli noto che in questi anni sono progressivamente diminuite le retribuzioni dei lavoratori e si è alzato il valore delle retribuzioni degli alti manager. Ricostruire una forbice più ragionevole partendo da un innalzamento dal basso mi sembra la cosa migliore”.

C’è poi chi il top manager lo vorrebbe fuori: “Caro Matteo, altro che convincerlo, Moretti, devi cacciarlo. Oppure, in alternativa, farei decidere il suo stipendio dai pendolari che ogni giorno prendono i treni regionali o a quelli che non possono prenderli perché Moretti li ha soppressi!”, ha scritto su twitter Ignazio Messina, segretario nazionale dell’Italia dei valori.

Critico anche l’europarlamentare del Pd Guido Milana, membro della commissione Trasporti: “Invece di preoccuparsi di difendere il suo stipendio, Moretti pensi ai pendolari ed investa nel trasporto locale. Piuttosto che lasciarsi andare a toni trionfalistici vantandosi di aver conseguito un attivo di bilancio con il sistema delle frecce Moretti farebbe meglio a spendere i soldi risparmiati per migliorare il trasporto locale. Tenere congelate le risorse con cui si potrebbero acquistare nuovi treni per 450 milioni è un virtuosismo senza senso. Sono sicuro che i tanti pendolari che tutti i giorni sono costretti a raggiungere i loro posti di lavoro in condizioni disumane gli daranno un aumento”.

”Ho l’impressione che questa volta Moretti abbia azionato lo scambio sbagliato“, ha affermato infine il componente dell’Ufficio di Presidenza dell’Anci, Antonio Satta, invitando Moretti a “farsi un viaggio sui tanti treni metropolitani che collegano le nostre città, per capire che la richiesta fatta da Renzi non è campata in aria”.