L’ex assessore regionale lombardo alla Sanità in quota Lega Nord, Luciano Bresciani, è indagato dalla Procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto nel marzo 2013 dell’ex consigliere regionale Massimo Gianluca Guarischi e che vede l’ex governatore Roberto Formigoni accusato di corruzione e turbativa d’asta

La notizia dell’iscrizione di Bresciani nel registro degli indagati è stata comunicata dal pm Claudio Gittardi nel processo in corso a carico di Guarischi, arrestato lo scorso marzo, perché ritenuto dagli il presunto collettore delle mazzette anche per il Celeste. Che, secondo le indagini, sarebbe stato in vacanza con l’ex consigliere per 11 volte tra il 2009 e il 2013 per una spesa di 65mila euro. Quando il 22 ottobre 2012 lasciò l‘assessorato dopo i ringraziamenti di rito Bresciani disse: “Incontaminati siamo entrati ed incontaminati usciamo dalla Giunta. Intendiamo distinguerci da chi potrebbe non esserlo”. 

Bresciani era stato citato come testimone per stamani dalla difesa di Guarischi, ma quando si è presentato il pubblico ministero ha fatto presente al collegio della IV sezione penale di Milano, presieduto da Oscar Magi, che l’ex assessore è stato iscritto nel registro degli indagati per concorso in turbativa d’asta, chiarendo, dunque, che poteva avvalersi della facoltà di non rispondere e che poteva essere assistito da un legale. Bresciani, stupito, ha detto ai giudici: “Questo non lo sapevo, allora mi avvalgo della facoltà di non rispondere”.

Bresciani è indagato nell’inchiesta ‘stralcio’ rispetto al procedimento già in fase di dibattimento a carico di Guarischi e dell’ex manager dell’ospedale di Cremona Luigi Gianola. Nell’inchiesta oltre Formigoni – già rinviato a giudizio nel caso Maugeri e accusato anche di corruzione nell’inchiesta con al centro la discarica di amianto di Cappella Cantone nel Cremonese – Guarischi e l’ex dg della sanità lombarda Carlo Lucchina. 

“Io sono sereno e tranquillo, perché le nostre delibere erano solo atti di indirizzo politici e generici, mentre degli atti esecutivi si occupavano i direttori generali” ha detto Bresciano uscendo dall’aula. “È una novità questa – ha spiegato il cardiochirurgo – sembrerebbe che io sia stato coinvolto per alcune delibere”. Secondo l’accusa, infatti, il Pirellone avrebbe favorito gli imprenditori Lo Presti della società Hermex con stanziamenti per alcuni ospedali che dovevano comprare le loro apparecchiature. “Io mi occupavo solo di indirizzi politici – ha chiarito Bresciani, noto anche come l’ex medico di Umberto Bossi – poi erano i dg a fare gli atti esecutivi, noi scrivevamo le regole del sistema, facevamo delibere sui fondi di rotazione”. In sostanza, secondo Bresciani, “noi davamo alle strutture ospedaliere un fondo con il quale poi loro avevano a disposizione soldi per comprare le apparecchiature, ma non ci occupavamo degli atti esecutivi, le scelte erano dei direttori generali”. L’iscrizione nel registro degli indagati, ha concluso rientra “nella ovvia schermaglia giuridica che è come un gioco per vedere chi vince”. Bresciani ha sottolineato anche di non avere “mai avuto rapporti” con l’ex consigliere regionale Guarischi. 

Anche l’ex governatore lombardo e senatore del Ncd Roberto Formigoni, citato come testimone dalla difesa dell’ex consigliere, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere come ha fatto anche Lucchina.

Per quanto riguarda il procedimento cinque imputati hanno già patteggiato pene tra un anno e i e anni e sei mesi: Giuseppe Lo Presti (che ha dichiarato che Guarischi gli chiese di comprare regalo per Formigoni) e i figli Salvo Massimiliano e Gianluca, Pierluigi Sbardolini, ex manager dell’ospedale San Paolo di Milano, e Leonardo Boriani, direttore della Padania dal 2006 al 2012. Negli atti dell’inchiesta era emerso anche un video nel quale si vede l’ex governatore e attuale senatore Ncd (ex Pdl) su ”un gommone” in ”procinto di trainare” sugli ”sci d’acqua” Guarischi, che avrebbe pagato viaggi in Croazia all’allora presidente.

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