“Quando su una ricevuta – dice il ristoratore – scrivo soltanto la parola aragosta, lo faccio per segnalare che s’è trattato d’un pranzo d’un certo livello, scrivo solo ‘aragosta’ e poi il prezzo. Certo, oltre il crostaceo, c’è stato un buon vino: con l’aragosta che vuole servire? Va accompagnata da bollicine”. Il ristorante Ai 2 ghiottoni di Bari è famoso per la qualità della sua cucina e del pesce servito. E’ un luogo storico e consigliato in molte guide turistiche, nel centro murattiano della città, a pochi passi dal teatro Petruzzelli. Il vicegovernatore dell’Abruzzo, Alfredo Castiglione, vi pranzò il 17 agosto 2010, pagando – a spese dei contribuenti – ben 202 euro. Quel giorno era a Bari per collaborare allo sviluppo della macro regione Adriatico–Jonica: appuntamento in mattinata alla Fiera del Levante, con colleghi di tutte le regioni meridionali. Poi pranzo al ristorante Ai 2 ghiottoni: esce alle 15.30 dopo aver pagato, con carta di credito regionale, 202 euro. Sulla ricevuta, oltre al prezzo, c’è soltanto una parola: “Aragosta”.

Chiediamo al proprietario: è sicuro che abbia mangiato l’aragosta? “Certo. Guardi, i fattori che nel nostro ristorante fanno salire il prezzo, sono soltanto due: l’aragosta o il vino di grande qualità. Se ho scritto aragosta è perché l’ha mangiata e dalla ricevuta posso anche dirle che s’è trattato d’un crostaceo di circa un chilogrammo al quale, ovviamente, deve sottrarre dai 300 ai 500 grammi di carcassa. Per noi non si tratta di un pranzo poi così costoso: possiamo servirle caviale di qualità eccelsa, per esempio, e arrivare a 400 euro in pochi minuti”. E una fortuna del contribuente – dobbiamo dedurre, a questo punto – che Castiglione si sia accontentato del solo crostaceo. Il vicegovernatore Castiglione prova a spiegarsi: “Non ero solo. C’erano diversi assessori, dirigenti, ogni Regione ha pagato per conto suo”.

Infatti lei ha pagato per un solo pasto. E sulla ricevuta, a parte il prezzo, c’è scritta soltanto una parola: aragosta.
Non so perché c’è scritto “aragosta”.

Ma scusi, lei l’ha mangiata quest’aragosta?
E certo… Se ha scritto aragosta, ho mangiato l’aragosta, non è un delitto mangiare un’aragosta.

Soddisfatto della cucina?
Sì, sì, il ristorante era buono.

Ma 202 euro non le sembrano troppi?
Eh sì. Però, abbiamo pagato per quel che s’è mangiato.

Castiglione, il punto non è il prezzo in sé, ma è che lei ha pagato con soldi pubblici: non le sembrano troppi 202 euro per un pranzo?
Stanno facendo le indagini, per vedere se era troppo o era poco, ma ero abbondantemente dentro il budget dell’assessorato.

Se lei avesse dovuto pagare di tasca sua, quei 202 euro, le sarebbero sembrati pochi?
Eh, sì era troppo, ma un pranzo a base di pesce, non è che ci siamo messi a disquisire se era troppo o era poco… altre volte ho pagato…

Torniamo alla sua missione a Bari: è stata utile?
Certo. Ci siamo adoperati per la macroregione adriatico-jonica.

A che punto è la macroregione?
Il progetto sta andando avanti. Io credo tantissimo nei Balcani. La macro regione adriatico-jonica dà la possibilità di attrarre altre risorse da parte della comunità europea pensando più ai popoli che alla finanza.

Ma esiste?
Sarà sancita durante il semestre italiano in Europa.

Se potesse tornare indietro, pranzerebbe di nuovo a base d’aragosta?
Guardando quel prezzo ci penserei… ma a me interessa aver portato a casa un risultato sulla macroregione.

Cambiamo argomento: 11 settembre 2010, è un fine settimana e lei, in compagnia di sua moglie, pernotta all’hotel Victoria Terme di Tivoli. Costo: 515 euro. Qual era la sua missione istituzionale tra sabato e domenica?
Sono anche assessore al termalismo.

A che?
Al termalismo!

E cioè?
Mi occupo delle terme.

Quindi era lì in qualità di assessore al termalismo?
C’era anche un discorso legato all’attività istituzionale.

E che attività istituzionale ha svolto?
Degli incontri… non è che sto qui adesso a dire cos’ho fatto…

Scusi, se si tratta d’incontri istituzionali, lei deve dire cos’ha fatto.
Erano incontri prodromici all’attività termale in Abruzzo…

E l’utilizzo del centro benessere che c’entra?
Ascolti, abbiamo pagato tutto quanto alla fine, ed era tutto relativo alla camera. Il discorso centro benessere è stato messo a parte… lo sta valutando la magistratura…

Lei e sua moglie avete usato il centro benessere?
Io non ci sono stato.

Allora c’è stata sua moglie?
Guardi, sta valutando tutto la magistratura…

Lei al centro benessere c’è stato o no?
Senta, se per centro benessere significa aver usato la sauna o il bagno turco… penso che fosse compreso… Non ricordo…

Ma scusi: sauna e bagno turco, con la missione istituzionale, che c’entrano?
E va bene… Insomma… Ma vogliamo scherzare? Sono servizi compresi nel prezzo della stanza, il più delle volte, cioè non è per quello che è costato di più…

Beh, 515 euro… a spese dei contribuenti…
E’ tutto in mano alla procura di Pescara che sta facendo le sue indagini.

Lei si ricandida?
Certo che mi candido. E perché non dovrei candidarmi?

da Il Fatto Quotidiano del 12 marzo 2014