Signora Barbara, non amo le corporazioni o le azzuffate da condominio, ma mi tocca farle presente alcune cose, devo riferirLe necessariamente. Sul web sono tutti incazzati con Lei, cioè tutti i terroni del web. Sono una terrona anch’io, però lascio correre, massì, le è scappata stavolta. Ha un libro di geografia a portata di mano? Doveva proprio chiosare con Siracusa  “è un paesino sperduto” la sua intervistona con il prof della scuola “Raiti”, la scuola della canzonetta blues, la scuola della parata apologetica about Renzi, dei protocolli severi e maldestri? Ma perché accidenti non usare Wikipedia, sul numero di abitanti di Siracusa dà cifre sicure, lo dica ai suoi autori. Le altre cose le aggiungo io, ok? Siracusa non è un paesino, no, qualcosa alla Carlo Levi (son certa che ha letto quel romanzo ed è tutto partito da lì, si è confusa, ma stia serena, non usiamo il vespasiano, conosciamo l’uso della ruota). Pensa a Siracusa con cruccio, giusto? Già la vedo sollevare la fronte, sotto cui sgorgano lampi di costernazione (sgorgano, proprio sgorgano), già la vedo rimuginare assorta su certe vecchiette nere nere, dietro le imposte, incurvate dalla diffidenza, giusto? Con canyon aridi solcati da muli scheletrici e rovi di fichi d’india e magari all’orizzonte su una duna di pietre bianche e spuntoni, temere l’ombra dura di un massaro con la coppola e la lupara imbracciata, vero?

Ma no signora D’Urso, è tutto finto, non creda alle fiction, dimentichi i film sulla mafia, riveda talune legittime proiezioni dopo aver apprezzato e amato i personaggi di Mario Puzo. Venga a Siracusa a maggio, inondata da una luce accecante, la ospito io, alla prima del festival di drammaturgia classica, il più autorevole signora Barbara, come la chiamano vezzosamente le sue “siure” che stirano il pomeriggio, e quanto è compiaciuta, le do ragione. Sì è così, le signore stirano al suono di certune amenità. Anch’io certe volte stiro e guardo la tv, poi penso: delle due l’una, o stiri o guardi la tv.

Venga nel nostro teatro greco, la cavea millenaria più importante, oh va bene sì, tra le più importanti d’Europa. Signora il nostro centro storico, Ortigia, è nella World Heritage List, lo sapeva? Lo sa che da noi compra casa il jet set? Da noi vengono i premi nobel, per gite salutari (esempio), abbiamo avuto il festival del teatro contemporaneo, qualche anno fa, secondo a quello d’Avignone. Conosce Elio Vittorini giusto? E’ nato qui. Archimede? Conosce. Poi cos’altro posso dirle: ha controllato il numero di abitanti? I suoi autori? Sono tutti lì? Li guardi allora, come sa fare solo lei, i suoi detrattori le chiamano faccine, io no. Noi la perdoniamo, ora cerco di mettere d’accordo i terroni del web, non legga i commenti su un paio di siti, su facebook, forse su twitter. Passerà, tutto passa signora. Il bene e il male, la fortuna e il suo contrario. Ma venga giù da noi, a Siracusa, paese mischino spirdutu e abbandunatu (le consiglio il Pitré per la traduzione, nda).