Parte dal simbolo dell’incognita il movimento politico degli indignados spagnoli.

“Partito “X”, il partito della Democrazia e punto” è il nome della piattaforma civica che vuole superare la destra e la sinistra, distinzione novecentesca in Spagna incarnata dal partito popolare e dal partito socialista. Dietro la “X”, l’incognita appunto, si nasconde un programma ambizioso.

L’assoluta trasparenza nella cosa pubblica come antidoto contro la corruzione. Con i documenti pubblici che acquisiscono efficacia solo dopo la loro pubblicazione sul web e la divulgazione online delle spese statali e dei costi della politica. Meno deleghe e più democrazia partecipata, con due strumenti: la “wikilegislazione”, formula che mette al centro della politica le proposte di legge di iniziativa popolare, e il voto referendario, obbligatorio e permanente, quindi propositivo, consultivo, abrogativo.

È la web democrazia, la rete che sublima quella che da noi è una combinazione tra l’anagrafe pubblica degli eletti, da sempre invocata dai radicali di Marco Pannella, e le consultazioni online sul blog di Beppe Grillo dirette a ratificare le scelte sui temi più rilevanti.

Navigando però sul sito del movimento spagnolo affiora una differenza sostanziale tra i sostenitori dell’incognita “X” e i radicali o i grillini nostrani: un deciso “no al personalismo”. Un’avversione spinta verso il leaderismo che è il contrario di quanto espresso dal Movimento Cinque Stelle e dal partito radicale che hanno fatto, e fanno, del carisma del capo l’essenza stessa della propria azione politica.

“Quello che conta è il lavoro, non i nomi” si legge sulla web del partito “X”. Che intanto pensa di organizzare liste per le imminenti elezioni europee. I candidati dovranno avere competenze specifiche nel loro campo, capacità comunicativa, un curriculum fatto di impegni concreti in difesa dei beni comuni.

La selezione è già iniziata, in parte con l’iscrizione all’Agenda informativa X, in parte attraverso i cosiddetti kernel (nel linguaggio informatico, il nucleo di un sistema operativo), simili ai meetup grillini. La proposta di candidatura va presentata in video, strumento utile ad esprimere il pensiero post ideologico, a rilevare nei gesti il grado di indignazione verso la politica tradizionale, a leggere negli occhi le emozioni del candidato.

È la democrazia 2.0, transnazionale e transpartito direbbe Pannella.     

di Andrea Lupi e Pierluigi Morena 
pimorena@tin.it