“Non so di cosa siamo accusati. Il nostro codice di comportamento non prevede l’espulsione per il reato di opinione. Bisogna chiedersi se si può accettare il dissenso o se c’è qualcuno che parla e tutti gli altri sono fuori”. Luis Alberto Orellana commenta così  l’annuncio della assemblea congiunta dei gruppi parlamentari del M5S che ha all’ordine del giorno la richiesta della procedura di espulsione per lui e Lorenzo Battista, Fabrizio Bocchino, Francesco Campanella, tutti senatori “dissidenti”. All’origine ci sono le critiche mosse a Grillo dopo l’incontro con Matteo Renzi durante le consultazioni.

Quella dell’assemblea, dice Orellana, “era un’ipotesi che avevamo saputo solo dalla stampa, poi la conferma è arrivata oggi con una mail. Non ho avuto nessuna telefonata né dal capogruppo, né da Grillo. E’ un po’ triste, forse in politica si usa così ma io non sono abituato”. In riferimento alla decisione dei colleghi in merito all’espulsione, osserva: “Non perderei tempo a parlare tra noi ma andrei direttamente a sentire gli iscritti. Ho sempre preteso maggiore coinvolgimento degli iscritti nei confronti del Movimento”.

I quattro parlamentari in una nota spiegano di essere stati avvisati dell’assemblea con “un messaggio di posta elettronica da Vincenzo Santangelo in qualità di capogruppo M5S al Senato” e di averlo ricevuto mentre erano “impegnati a votare no alla fiducia al governo Renzi. “La procedura per cui si è arrivati a tale assemblea ci è oscura – dicono – non abbiamo potuto sapere chi dei colleghi ha fatto richiesta né per quale motivo”. “Riteniamo” aggiungono “di essere assolutamente in linea con gli obiettivi del M5s e con il suo progetto di restituire ai cittadini il potere decisionale sulla cosa pubblica. Per questo, riteniamo superfluo il passaggio dall’assemblea congiunta, anzi chiediamo di essere immediatamente sottoposti al voto degli attivisti in rete. Che scelgano loro se vogliono un Movimento in cui ognuno vale uno ed ognuno sia sottoponibile alle critiche, nel rispetto reciproco e in piena trasparenza. Nessuno escluso”.