Aveva concesso un finanziamento pubblico da 10.800 euro all’associazione di paracadutisti di un amico. Ma la pratica era irregolare, il contributo non dovuto. E il vicepresidente della Provincia di Milano Umberto Novo Maerna lo sapeva bene. Questa l’accusa dei pm della procura di Milano che per lui ipotizzano i reati di truffa aggravata e falso ideologico. Eletto nel Pdl e oggi esponente di Fratelli d’Italia, Maerna rischia così di finire alla sbarra per un caso che ilfattoquotidiano.it aveva denunciato due anni fa, a seguito di un’interrogazione presentata in consiglio provinciale da Massimo Gatti, capogruppo della lista un’Altra Provincia-Prc-Pdci. Sull’ente presieduto da Guido Podestà si abbatte dunque una nuova tegola, dopo i rilievi della Corte dei Conti sulle spese fuori controllo per assunzioni e consulenze e sulla gestione delle società partecipate, tra cui la Serravalle.

La vicenda per cui è indagato Maerna, che è anche assessore alla Cultura, risale a fine 2010, quando la giunta provinciale deliberò l’assegnazione di 10.800 euro all’Anpd’I, un’associazione d’arma analoga a quella degli alpini, che raccoglie i paracadutisti con brevetto militare. Il versamento, finalizzato al “recupero della memoria della battaglia di El Alamein”, finì però nelle casse di un’altra associazione, l’Asd paracadutisti Milano, presieduta da Dario Macchi, ex compagno di Maerna in An e oggi dipendente dell’ufficio stampa del Consiglio regionale della Lombardia.

Alla base del contributo concesso a Macchi c’era un’attestazione sulla regolarità tecnica della pratica firmata dal dirigente del settore Cultura a palazzo Isimbardi, Claudio Martino. Tale attestazione, secondo i risultati dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dal pm Paola Pirotta, era falsa e Maerna era “consapevole della falsità”, si legge nell’avviso di chiusura delle indagini. Il vicepresidente della Provincia, in concorso con Martino, avrebbe indotto “in errore la giunta stessa che approvava la deliberazione del 21 dicembre 2010” con cui veniva dato l’ok al finanziamento. Dall’associazione Asd paracadutisti non era nemmeno pervenuta una domanda formale con la richiesta del contributo. Maerna, secondo i magistrati, si è dato da fare sia nella “formazione della falsa attestazione”, sia per “l’approvazione della delibera di giunta”, procurando all’associazione “un ingiusto profitto a danno
 della Provincia di Milano”, considerata parte lesa.

Il filone chiuso ieri fa parte di un’inchiesta più ampia in cui oltre a Macchi e Martino è indagato Davide Soletti, rappresentante legale 
dell’Alleanza sportiva italiana, altra associazione legata a Macchi. A carico dei tre lo scorso ottobre la guardia di finanza ha eseguito un sequestro preventivo per un totale di 107mila euro tra denaro, beni mobili e immobili. In questa tranche del procedimento, non ancora conclusa, viene ipotizzato che l’Asd paracadutisti abbia ricevuto altri nove contributi da circa 10mila euro l’uno, alcuni dei quali dalla regione Lombardia. Secondo i pm, tali finanziamenti sono stati concessi per organizzare eventi mai avvenuti o comunque organizzati da altre associazione, come l’Alleanza sportiva italiana. Le documentazioni presentate agli enti erogatori, in alcuni casi, sarebbero false.

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