Il colosso della nautica di lusso Azimut Benetti, del senatore di Scelta civica Paolo Vitelli, ha avviato una riduzione del personale nei cantieri di Livorno. Tradotto: due dipendenti sono state licenziate. A causa della crisi che ha colpito duramente la cantieristica navale, il gruppo taglierà posti di lavoro, soprattutto nel settore  amministrativo. Delle quattro impiegate di Livorno, solo una manterrà il posto nella sede labronica. Due verranno messe alla porta. Mentre un’altra sarà trasferita a Viareggio. Per questo mercoledì – per la prima volta da quando la società di Avigliana (Torino) è sbarcata in città 11 anni fa – , i lavoratori dello stabilimento hanno incrociato le braccia per otto ore.

I 170 dipendenti diretti temono che questo sia soltanto l’inizio: “L’azienda ha parlato di esuberi” spiega  dalle colonne del Tirreno Carmelo Triglia, ex operaio del cantiere e oggi sindacalista della Fim-Cisl. Un timore confermato dall’amministratore delegato Vincenzo Poerio: “Per fare fronte a questa crisi dobbiamo rendere più efficiente la nostra struttura. Per questo motivo, abbiamo deciso come prima mossa di concentrare gli uffici amministrativi: a Livorno ci sono quattro dipendenti in questo reparto, mentre abbiamo ritenuto sufficiente ce ne fosse uno solo. Per questo, un’impiegata sarà trasferita a Viareggio dove ci sono entrambe le nostre divisioni (Azimut e Benetti) e due purtroppo saranno licenziate. Dal punto di vista umano, è una decisione che mi fa soffrire e che avrei evitato se fosse stato possibile. Ma siamo costretti a farlo”.

Ma i sindacati contestano non solo i provvedimenti contro le due impiegate, ma anche le modalità con cui è stato notificato. Secondo Triglia, da parte dell’azienda non c’è “stata alcuna informazione alle rappresentanze sindacali”. Inoltre le due impiegate sarebbero “state chiamate direttamente e informate del licenziamenti”. Una circostanza che l’ad Poerio smentisce. Ma quelli di Livorno non sono gli unici licenziamenti adottati da Azimut Benetti, uno dei cantieri navali più prestigio si al mondo. A novembre 2013, il tavolo delle trattative tra azienda e sindacati di Viareggio è saltato. A farne le spese sono stati due impiegati dell’ufficio marketing.