Seconda giornata di consultazioni al Quirinale. Oltre sette ore di colloqui tra Giorgio Napolitano e le delegazioni dei partiti. Dopo le dimissioni irrevocabili di Enrico Letta e i primi incontri di venerdì (presidenti delle Camere Pietro Grasso, Laura Boldrini, e gruppo misto), il presidente della Repubblica raccoglie “contributi non formali” da trasmettere a chi avrà l’incarico. Napolitano non nomina mai Matteo Renzi, assente a Roma perché impegnato a Firenze nella formazione della nuova squadra di governo insieme allo scrittore Alessandro Baricco e all’amministratore delegato di Luxottica Alessandro Guerra. Il leader di Ncd Angelino Alfano è il primo a parlare nel pomeriggio e a far capire che i tempi non saranno quelli strettissimi prospettati all’inizio: “Serve tempo, non bastano 48 ore per comporre un programma” (leggi l’articolo di S. Nicoli). Un concetto ribadito anche dal capo dello Stato a conclusione della giornata: “Chi dovrà formare il nuovo governo avrà bisogno di tutto il tempo necessario per consultazioni, approfondimenti e intese”. Da Silvio Berlusconi, al Quirinale per la prima volta dopo la decadenza da senatore del 27 novembre scorso, arriva la promessa di “un’opposizione responsabile”. La nomina ufficiale di Matteo Renzi come premier viene pronunciata dal democratico Luigi Zanda: “Il Pd mette a disposizione tutta la sua forza politica a partire dal segretario Matteo Renzi”, ha detto il capogruppo Pd al Senato che ha anche prospettato un “impegno forte per un governo che completi la legislatura fino al 2018“.  Non salgono al Quirinale Lega nord e Movimento 5 Stelle. Dopo aver scritto ieri sul blog che il M5S non avrebbe partecipato alle “consultazioni-farsa”, oggi Beppe Grillo ha esortato la presidente della Camera Laura Boldrini a scrivere a Napolitano affinché Letta venga sfiduciato in Aula attraverso il voto.

Berlusconi: “Da Forza Italia opposizione responsabile” – Discorso soft per Silvio Berlusconi che preannuncia “un’opposizione responsabile” nei confronti del governo Renzi.”Forza Italia esprime preoccupazione e stupore per questa crisi che si è aperta fuori dal Parlamento e per un solo partito – ha spiegato il Cavaliere accompagnato da Renato Brunetta e Paolo Romani – Noi siamo all’opposizione, ma saremo responsabili come negli ultimi 20 anni”. Nessuna polemica, nessun cenno ai contrasti con Giorgio Napolitano, diventati ancora più acuti dopo le rivelazioni del giornalista Alan Friedman che, nel suo ultimo libro ha raccontato come le manovre del Quirinale per portare Monti al governo partissero già dal giugno 2011. Solo una battuta “sull’oppressione giudiziaria“, da combattere secondo il leader di Forza Italia insieme a burocrazia e pressione fiscale. 

Alfano: “Esito non scontato. No al governo se si sposta a sinistra” – Prima dell’incarico, Matteo Renzi sarà impegnato su due fronti: il braccio di ferro con Angelino Alfano per le caselle da affidare al Nuovo centro destra e la scelta del ministro dell’Economia. Intervistato da Il Messaggero, il leader di Ncd prova ad alzare il prezzo: ”Non c’è alcun esito scontato”, dice avvertendo anche che i tempi della nascita di un governo Renzi non possono essere “troppo stretti” vista la necessità di “definire meticolosamente il programma”. Concetti ribaditi da Alfano anche dopo l’incontro con Napolitano: “Vogliamo vederci chiaro – spiega al termine delle consultazioni – Diremo ‘no’ a un governo che si sposta a sinistra”. 

Totoministri, il nodo dell’Economia – “Basta con gli imprenditori di successo prestati alla politica”. Così il patron di Eataly Oscar Farinetti motiva il gran rifiuto. Al suo posto, secondo La Repubblica, con la delega alla promozione dell’immagine dell’Italia nel mondo, potrebbe arrivare Luca Cordero di Montezemolo, presidente Ferrari ed ex numero uno di Confindustria. Tra i confermati dal Pd ci sono Emma Bonino agli Esteri; Dario Franceschini, ministro uscente per i Rapporti con il Parlamento e il lizza per il Viminale occupato da Alfano o, in seconda battuta alla Cultura, casella che sembrava perfetta per lo scrittore Alessandro Baricco. Tuttavia, dopo un colloquio con Renzi a Firenze “per discutere della squadra”, lo scrittore ha dichiarato di non voler lasciare il suo lavoro attuale. Conferma anche per Andrea Orlando, attualmente al ministero dell’Ambiente, ma dato in pole position per quello della Giustizia. Ma il vero nodo da sciogliere rimane quello dell’Economia con tre nomi in ballo: Fabrizio Barca, già direttore generale del Tesoro, considerato rappresentativo della sinistra Pd; Lucrezia Reichlin, ex membro del board Bce e nome gradito a Mario Draghi, contrario invece all’opzione Lorenzo Bini Smaghi. Infine, circola il nome di Guglielmo Epifani, ex segretario Pd papabile anche per il Lavoro in tandem con l’economista Tito Boeri.

Moody’s promuove Italia, outlook da negativo a stabile – L’agenzia di rating americana Moody’s ha lasciato invariato il rating dell’Italia a Baa2 e ha migliorato il giudizio sulle prospettive economiche del nostro Paese, portando l’outlook da negativo a stabile. Sembra un regalo di benvenuto a Renzi, anche se l’agenzia precisa: “Le dimissioni di Enrico Letta e l’attesa per un nuovo governo guidato da Matteo Renzi non alterano le nostre aspettative”. Altro dato “fortunato” per Renzi, uscito ieri, è quello Pil: inversione di tendenza nel quarto trimestre 2013, con il prodotto interno lordo che ha fatto registrare una crescita dello 0,1%.

CRONACA DELLA GIORNATA

20.05 – Napolitano chiude consultazioni: “Contributi non formali” –  “Queste consultazioni hanno avuto un ritmo intenso e non hanno avuto nulla di rituale o formale”, ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al termine delle consultazioni al Quirinale. 

20.01 – Zanda (Pd): “Obiettivo governo fino a 2018”. E nomina ufficialmente Renzi come premier – “Il Pd pensa che per superare la difficile situazione del paese sia necessario che il Pd metta a disposizione tutta la sua forza politica a cominciare dalla persona del segretario che abbiamo indicato al Presidente della Repubblica come premier”. Così il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda al termine delle consultazioni con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano. 

19.30 – Prodi: “Gente più paziente di quanto pensassi” –  “La gente soffre ed è confusa. Ed è pericoloso questo. Sì, ma mi spieghi come può essere diversamente. Abbiamo fatto – 8% del prodotto nazionale lordo, aumenta la disoccupazione. Guardi, io credo che la gente stia avendo molta più pazienza di quanto non pensassi”. Lo ha detto Romano Prodi a Ballarò rispondendo a una domanda sulla crisi.

19.10 – Guerini, portavoce di Renzi: “Nessun contatto con Forza Italia”“Non ci sono contatti o trattative incorso tra il Pd e Fi sul tema della composizione del governo. Una cosa è il piano delle riforme istituzionali su cui abbiamo avviato un cammino comune, altro è il piano del nuovo governo su cui il Pd non ha coinvolto vertici o esponenti di Fi”. Così il portavoce della segreteria Pd Lorenzo Guerini.

19.00 – Berlusconi: “Saremo all’opposizione ma con responsabilità” 

18.38 – Vendola: “Il nostro giudizio su Renzi è negativo sia su forma che su sostanza”

 

18.30 – Popolo viola contesta Berlusconi all’arrivo sul Colle: “Vergogna, vergogna”

 

18.25 – Berlusconi arriva al Quirinale. Primo incontro dopo decadenza – Silvio Berlusconi è arrivato al Quirinale per le consultazioni con il capo dello Stato Giorgio Napolitano. Il Cavaliere è accompagnato dai capigruppo di Camera e Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani. E’ la prima volta, dopo la decadenza da senatore il 27 novembre 2012, che Berlusconi incontra il presidente della Repubblica.

18.20 – Schifani: “Utili idioti? Non siamo noi i traditori” – Le motivazioni Berlusconi le conosce bene, tra l’altro aveva voluto lui il governo Letta non siamo stati noi a tradire un progetto voluto da lui, ma probabilmente altri soggetti che lo hanno indotto a rivedere quelle scelte”. Così Renato Schifani (Ncd) replica alle parole di Silvio Berlusconi che aveva definito gli esponenti di Ncd Utili Idioti. “Non ritengo di dover rispondere a queste provocazioni con altre provocazioni”, ha aggiunto Schifani.

18.20 – Scelta civica: “Discontinuità e patto coalizione” – Serve ”un segnale molto chiaro e molto forte di discontinuità” rispetto al passato governo e “ci aspettiamo” da Renzi un vero e proprio “piano shock” per affrontare i problemi economici, la disoccupazione e la riduzione della pressione fiscale. Lo ha detto per Scelta Civica Stefania Giannini al termine del colloquio al Quirinale con il presidente Napolitano. Giannini, che era accompagnata da Gianluca Susta e Andrea Romano, ha anche chiesto che ci sia “una condivisione precisa di un contratto di coalizione; questa per noi è una condizione molto importante”. “Il metodo di lavoro è determinante”, ha aggiunto.

17.58 – I Popolari per l’Italia e l’Udc: “Prima programma poi decidiamo” – si “riservano” di “esprimere un giudizio” sul nuovo governo. Lo dice Lorenzo Dellai al termine delle consultazioni al Quirinale. Un giudizio legato a “natura del governo, perimetro della maggioranza e programma. Attendiamo” quindi “di apprendere dal presidente incaricato il profilo politico e programmatico” del nuovo governo.

17.52 – Lupi: “Non sarà Berlusconi a decidere le alleanze” – “Saremo noi a decidere se e quando questo centrodestra potrà vincere, con una presunzione, che avremo un voto in più di Forza Italia. Non sarà Berlusconi a decidere”. Lo afferma il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ai cronisti a margine del convegno degli amministratori locali di Ncd. “Non mi sono sentito un utile idiota né quando ho difeso Berlusconi né quando ho sostenuto Letta per non mandare allo sbando il Paese né quando ho mandato Berlusconi dal suo carnefice” per l’accordo sulla riforma della legge elettorale, spiega ancora Lupi che riferendosi ad un sondaggio apparso su un quotidiano questa mattina invita Forza Italia a vedere quanti voti resterebbero una volta tolti “gli utili idioti dalla tabellina”.

17.27 – Alfano: “Serve più tempo, no a un governo di centrosinistra” Ci sono alcune condizioni affinché il Nuovo centrodestra sostenga il governo Renzi, dice Alfano: “Noi abbiamo aderito a un’anomala coalizione collaborando con il centrosinistra: ora non possiamo immaginare di cambiare questa coalizione spostando il suo orientamento a sinistra”. “Da parte nostra c’è buona volontà, ma l’esito è incerto perché vogliamo vederci chiaro sul programma e sulla composizione della coalizione”. 

16.28 – Alfano giunto al Quirinale per consultazioni – Il leader del Nuovo centrodestra Angelino Alfano è giunto al Quirinale per le consultazioni con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Con il vicepremier anche i capigruppo di Camera e Senato Enrico Costa e Maurizio Sacconi.

16.05 – Civati: “Renzi smentisca i contatti con Verdini” – “Lo scrivono parecchi giornali: Renzi avrebbe sentito Verdini (dico Verdini) per poter ridimensionare Alfano con qualche senatore. Ecco, personalmente l’avrei già smentita di prima mattina”. Lo scrive Pippo Civati sulsuo blog. “Nel frattempo Alfano condiziona il suo ‘sì non scontato’ alla stesura di un patto per il governo chiaro e trasparente. Non so che fretta abbia Renzi (è il primo a dire che non si vota per quattro anni), ma è un consiglio sacrosanto. Solo che io scriverei cose diverse da quelle di Alfano”, conclude.

15.53 – Grillo: “Boldrini alzi la voce con Napolitano: Letta venga sfiduciato” – “La Boldrini ha il dovere di alzare la voce in nome dell’Istituzione che rappresenta: scriva una lettera ufficiale al presidente della Repubblica pretendendo che Letta venga sfiduciato in Aula e vada in tutte le televisioni (come ha fatto qualche settimana fa per insultare il M5S) a raccontare agli italiani che Napolitano sta violando una mozione del 1991 che pone l’obbligo di parlamentarizzare le crisi di governo esautorando di fatto il ruolo del Parlamento”. E’ quanto si legge sul blog di Beppe Grillo in cui si invitano gli utenti ad intervenire via twitter con l’hashtag #BoldriniAlzaLaVoce “La Boldrini – si legge ancora – ha sussurrato che “vengano rispettate le prerogative del Parlamento” perché “le Camere devono essere il luogo in cui il governo e i partiti motivano le loro scelte e assumono le responsabilità di fronte all’opinione pubblica” lasciando intendere che Letta deve sottoporsi al voto di fiducia. In concreto però sta lasciando che il Parlamento venga ancora una volta calpestato da Napolitano”.

14.28 – Vendola: “Sel sarà all’opposizione” – “Sel sarà all’opposizione nei confronti del governo Renzi”. Lo afferma il leader di Sel Nichi Vendola a Sky Tg24, a margine della direzione del partito. “Se qualcuno intendeva comprare qualche frammento di Sel – ha aggiunto Vendola – può vedere che qui non c’è nessuno in vendita”.

14.07 – Renzi resta a Firenze e lavora a squadra ministri – Il segretario del Pd, Matteo Renzi, lavora alla squadra di governo in attesa che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, gli affidi l’incarico. Il ‘rottamatore’ si trova oggi a Firenze, dove resterà per tutta la giornata, e secondo quanto riferito avrebbe incontrato questa mattina lo scrittore Alessandro Baricco e l’amministratore delegato di Luxottica Andrea Guerra.

13.14 –  Grillo: “Al Colle 90enne e un condannato decidono tuo futuro” – Oggi al Colle, “un condannato in via definitiva per truffa fiscale sale dal presidente della Repubblica per discutere il nuovo governo. Incontrerà un signore novantenne e insieme, tra un caffè e un biscotto, parleranno del futuro. Il TUO futuro”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog paragonando il presidente Napolitano a un “monarca medievale”.

12.43 – Meloni: “Fratelli d’Italia riconsegna le tessere elettorali a Napolitano” – Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Maurizio Crosetto di Fratelli d’Italia hanno consegnato simbolicamente al presidente della Repubblica le loro tessere elettorali come segno di protesta per il fatto che si sta avviando “il terzo governo consecutivo che passa sopra le teste degli italiani”. “Sembra che in Italia le elezioni siano diventate qualcosa di fastidioso e maleducato”, ha detto la Meloni confermando che l’FdI sarà “all’opposizione di un eventuale governo di centrosinistra”.

12.21 – Landini (Fiom): “Se il parlamento rimane lo stesso, con chi è che cambia Renzi?” – Prendendo per buona la volontà di Renzi di cambiare tutto, ma il parlamento è sempre quello e quindi cambia con chi? Con Scelta Civica, con Alfano? Io vedo un rischio anche per lui, mi permetto di dire, perché uno che si è presentato, è stato votato dicendo cambio tutto, poi con chi lo fa? Con questo parlamento?”. Lo ha detto il segretario Fiom, Maurizio Landini.

11.46 – Oscar Farinetti: “Non farò il ministro con Renzi” – ”Non farò il ministro, faccio l’imprenditore, ognuno deve fare il suo mestiere”. Così Oscar Farinetti, patron di Eataly, sulle voci che lo accreditano al Dicastero dell’Agricoltura nel prossimo esecutivo targato Matteo Renzi. Farinetti sottolinea, a margine di un incontro dell’Asp Alumni al Politecnico di Milano, che “però gli starò molto vicino, se ha bisogno, per quello che possiamo fare noi e cioè agricoltura e turismo che sono le due cose di nostra competenza”. Il patron di Eataly aggiunge: “Non posso andare in trincea io, io sono già in trincea nel mio mestiere e, forse, gli italiani hanno le scatole piene di imprenditori di successo che si mettono in politica”.

11.39 – Baricco incontra Renzi: “Discuteremo squadra governo” – Lo scrittore Alessandro Baricco è arrivato a Firenze dove ha in programma un incontro con il segretario del Pd Matteo Renzi. Intercettato alla stazione dai giornalisti Baricco ha spiegato che incontrerà Renzi in Palazzo Vecchio e che discuteranno della squadra di governo. Ai giornalisti che gli chiedevano se accetterebbe un incarico da ministro, Baricco ha risposto sorridendo: “Non vengo certo a dirvelo a voi”. Nei giorni scorsi il nome di Baricco è stato fatto come possibile ministro della Cultura.

10.55 – Svp: “No a elezioni anticipate, solo incertezza” – “Siamo disposti a sostenere un nuovo esecutivo a patto che ci sia un governo capace di agire, semplificare e incentivare l’economia. Pensiamo che le elezioni anticipiate rafforzerebbero solo la grande incertezza già presente nel Paese”. Sono le parole di Daniel Alfreider, esponente della minoranza linguistica del Südtiroler Volkspartei del gruppo Misto della Camera, al termine del suo incontro con il presidente della Repubblica.

10.49 – Boldrini: “Rispetto per le prerogative del Parlamento” – “In questa crisi di governo a me, come Presidente della Camera, stanno a cuore due cose. Innanzitutto, che dalle consultazioni si esca con un esecutivo capace di mettere al centro della sua azione le risposte alla pesantissima situazione economica e sociale del Paese. E poi mi interessa il rispetto delle prerogative del Parlamento”. Lo afferma Laura Boldrini.

10.39 – Napolitano parla al telefono con Ciampi – Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha consultato telefonicamente il presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi. Lo si è appreso al Quirinale.

10.23 – Secondo giorno di consultazioni al via con Svp – Con il colloquio con Daniel Alfreider, esponente della minoranza linguistica del Sudtiroler Volkspartei (Svp) del gruppo parlamentare misto della Camera, si è aperta la seconda ed ultima giornata delle consultazioni del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, al Quirinale.

9.59 – El Pais elogia Renzi: “La forza dell’ambizione smisurata” – “Senza dubbio” Matteo Renzi ha “quell’ambizione smisurata” che egli stesso ha “confessato” di avere giovedì, che con un “colpo di mano” che gli permetterà di diventare il più giovane premier d’Europa: esordisce così oggi il quotidiano spagnolo El Pais, che dedica al sindaco di Firenze un profilo in prima pagina. Fino a un anno fa, ricorda il giornale, i vertici del Pd lo consideravano un “bambino senza alcun vincolo con la sinistra”, ma Renzi “ha saputo superare le reticenze e si è messo in sintonia con un elettorato stufo di arringhe vuote”. 

9.00 – Angelino Alfano: “Esito non scontato, niente fretta” – ”Non c’è alcun esito scontato”. Così il leader di Ncd, Angelino Alfano, in un’intervista al Messaggero, in cui dà anche le percentuali sui possibili scenari: “50 per cento per le elezioni e 50 per cento per un nuovo governo”. E avverte: “Noi chiediamo una definizione meticolosa del programma e questo è incompatibile con tempi troppo stretti”.

(cronaca a cura di Elena Rosselli)