Oggi pomeriggio l’attesa direzione del Pd. Previste sedie volanti, clima teso e resa dei conti tra Letta e Renzi.

Alla fine potrebbe non accadere niente di tutto questo, potrebbe passare l’ennesimo giorno di stallo nell’attesa di portare, in qualche modo, Matteo Renzi a Palazzo Chigi. Una soluzione che non convince né italiani, né i militanti del Pd, che pensano che il problema di questo governo non sia tanto il premier quanto una maggioranza che non c’è. Non c’è adesso  che le forze a sostegno di  Letta si sono ridotte, non c’era quanto a sostenerlo c’era anche Berlusconi e non ci sarà domani, anche se a votare la fiducia ci fossero Pd, Ncd, Scelta Civica, Fi, Lega, Sel e una parte di M5s.

Non ci sarebbe nemmeno se la votasse tutto il Parlamento compatto. E’ evidente che una vera nuova maggioranza non potrà che passare da una nuova legge elettorale e dal voto dei cittadini.

Tutti pensano che Renzi cederà a quella che in molti cominciano a definire una “grande trappola”.
E se invece Renzi (dopo non aver dormito e aver riflettuto tutta la notte), tra qualche ora, si avvicinasse al microfono del salone dove si celebrano le direzioni del Pd, e dicesse queste parole…:

“Cari amici e compagni, 

E’ vero, le pressioni su di me in questi giorni sono state molte e il mio corpo e la mia mente hanno ceduto. La responsabilità di guidare l’Italia è allo stesso momento il sogno della mia vita e un’avventura che ho il dovere di intraprendere. Per il bene del Paese, per liberarlo da vecchi modi di gestire la cosa pubblica, da una classe dirigente completamente delegittimata, dalla stagnazione della crisi e della politica.

Su di me c’è una forte convergenza di forze politiche, del mondo economico, dei giornali, come mai prima d’ora. Il mio consenso personale è il più alto di tutti i leader in Italia, sono l’unico che ha la forza, fuori e dentro il Parlamento, di portare a termine una riforma costituzionale in grado di snellire la macchina pubblica, sostituendo il Senato, riducendo i costi della politica, mettendo finalmente il Paese nella condizione di funzionare.

Sono, in questo momento, l’unico che può riaccendere la speranza negli italiani, l’unico che può infondere ottimismo e voglia di riscatto che sono le chiavi per riportare l’Italia a crescere.

Sento di potercela fare. Credo che queste non siano solo parole, mi sento nato per questo, e ho dedicato ogni mio istante negli ultimi anni alla realizzazione di questo sogno, che è il mio sogno e il sogno del nostro Paese.

Ma non voglio farlo. Non adesso, non così. Non accetterò le vostre lusinghe, non accetterò di prendere il potere con una manovra di palazzo. Io non sono D’Alema, non sono Amato, non sono Andreotti, io sono Matteo Renzi, e sono diverso da tutti gli altri. Il sogno di fare il Presidente del Consiglio non è più solo il mio sogno, è diventata la speranza della parte di questo Paese che vuol cambiare, e non è giusto, nei confronti di chi coltiva questa speranza,  che io lo sprechi così. Non mi farò nominare e poi logorare da chi gioca con il destino dell’Italia. So che chi oggi mi lusinga e offre sostegno non è mio amico. Non mi interessa allearmi con nessuno di loro, l’unica alleanza che voglio è quella con i cittadini e per questo se mai un giorno coronerò il nostro sogno sarà solo dopo essere passato da elezioni democratiche.

Faccia questo parlamento al più presto la legge elettorale perché presto arriverà il momento di chi vuol veramente cambiare l’Italia”.

Non sarebbe bellissimo?

@lorerocchi