Paolo Becchi non rappresenta in alcun modo il Movimento 5 stelle e i suoi interventi sono a puro titolo personale”. In un post scriptum di poche parole Beppe Grillo scomunica Paolo Becchi, il professore genovese di Filosofia del Diritto ritenuto l’ideologo del Movimento e il loro costituzionalista di riferimento. “Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere. Tolgo il disturbo”, risponde l’interessato in un tweet.

Non è la prima volta che il fondatore del Movimento sconfessa il professore. E non è nemmeno la prima volta che Becchi stesso risponde con un “tolgo il disturbo”. Già nel maggio scorso per esempio, Becchi aveva usato parole forti nei confronti del ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni (“Se qualcuno tra qualche mese prende i fucili non lamentiamoci, abbiamo messo un altro banchiere all’economia”) costringendo Grillo a prendere le distanze. Nello stesso giorno il docente di filosofia del diritto aveva definito “utile a Enrico Letta” la sparatoria avvenuta davanti a Palazzo Chigi in cui Luigi Preiti aveva aperto il fuoco contro due carabinieri ferendone gravemente uno poi rimasto paralizzato. Da senatori e deputati Cinque stelle era arrivato un comunicato ufficiale: “In merito alle uscite odierne del professor Paolo Becchi in diversi mezzi di comunicazione i gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle di Camera e Senato prendono nettamente le distanze da tutto quanto proferito dal docente dell’ateneo genovese”. Un testo pubblicato anche sul blog di Beppe Grillo con un titolo molto esplicito, “Becchi non rappresenta il M5s”. Concetto che l’ex comico aveva ribadito anche su Twitter.

In quell’occasione Grillo aveva rifiutato anche la definizione di Becchi come “ideologo del M5S”: “Inoltre si ribadisce che il professor Becchi non è un ideologo del M5S, si tratta semmai di un’etichetta attaccata al personaggio sulle cui posizioni deputati e senatori non si riconoscono affatto”. Posizione poi ribadita anche dal senatore Vito Crimi in un’intervista al FattoTv. A seguito delle polemiche Becchi si era scusato: “Sono stato un grande ingenuo e sono caduto nella trappola che io stesso avevo previsto. Ho sperimentato sulla mia pelle che cosa significhi finire nel tritacarne del circo mediatico del nostro Paese. Una ragione di più per suggerire a tutti di non partecipare a programmi radiofonici o televisivi”. Ieri sera però il professore contraddiceva di nuovo se stesso presenziando su La7 nel programma ‘Piazzapulita’.