Se uno è un troglodita e lancia infamie sessiste a delle parlamentari del Pd è giusto che del primàte si occupino la Signora Giustizia e magari qualche bravo, paziente, psicoterapeuta. Dove invece si resta più perplessi è nella generale indignazione nei confronti delle intemperanze pentastellate, che porta addirittura il Corrierone della Sera a rispolverare l’emergenza nazionale con un titolo di prima del tutto liquidatorio come «Nuovi squadristi».

Noi che non siamo proprio di primissimo pelo e che due occhiate a quell’aula sorda e grigia l’abbiamo sempre data, vi confessiamo apertamente che non ci siamo eccessivamente indignati per la gazzarra messa in scena dai grillini anche nelle commissioni. Gazzarra alla quale pure riconosciute personalità come il magistrato Dambruoso (un tempo venerato) hanno dato il loro «onesto» contributo, se la «prova tv» restituisce alla nazione il questore anziano della Camera come picchiatore della deputata 5 Stelle Lupo (ieri a La7 Dambruoso si è profuso in sincere scuse, sottolineando come non si trattasse di «violenza di genere»: pezo el tacòn del buso, direbbero in Veneto).

La realtà è che Roma, intesa come luogo politico dei Palazzi, come sintesi di compromessi che per molti anni hanno schiacciato il Paese verso il basso, come bacino finale di utenza per un malaffare diffuso e capillare, ecco, questa Roma non riesce a tollerare di non aver ancora «fatti suoi» i grillini, di non averli piegati a quei meccanismi in cui tutto si tiene, in cui una forma di accordo (al ribasso) bisognerà pur trovarla.

Più di qualsiasi editoriale, mi ha colpito un piccolo filmato in cui nella parte iniziale c’è la formalizzazione dell’opportuna denuncia da parte delle deputate Pd nei confronti del grilllino che le ha offese, e poi, nella parte finale, un brevissimo confronto tra una deputata 5Stelle e le sue colleghe sulla famosa «tagliola» inaugurata dalla presidente Boldrini. Una prima deputata Pd ribatte che è una norma prevista dai regolamenti (questo non significa sia democratica, peraltro) e che semmai ci si dovrebbe battere per cambiarla. Fin qui, tutto regolare. Poi interviene il piglio liquidatorio di Alessia Morani, responsabile giustizia del Partito Democratico, che ha una sua idea un filo bizzarra della democrazia e del confronto. La cui summa comunque è: «Verrete spazzati via dalle nostre riforme».

Gentile Morani, lo sa vero che quelli che vogliono «spazzare via» sono poi inesorabilmente «spazzati via» dalla storia? Questa è la considerazione della responsabile del Pd della pattuglia grillina.

Pochissimi, per la verità, hanno sottolineato come i grillini si siano battuti per evitare il regalone alle banche private con la rivalutazione di Bankitalia (lo ha fatto per esempio Lorenzo Dilena su Pagina99.it), tutto è stato sommerso dalla gazzarra, dalla indignazione successiva, dal lago esecrativo che ci ha bagnato persino le tasche della giacca.

Ed è forse qui che il Movimento 5Stelle deve ragionare, deve mettere a punto un modo per farsi apprezzare (per le cose naturalmente che si possono apprezzare, tutto no). Intanto lascerei perdere la demagogia alla Di Battista, quelle robe patetiche di lui che grida a Speranza “state affamando l’Italia” come una Biancofiore qualsiasi. Quindi, primo punto: distinguersi. Trovare una propria eleganza politica, non confondersi nella guazza dominante. E poi comunicare bene, meglio, molto meglio, ciò che di buono si fa. Ma questi comunicatori che Grillo ha portato in Parlamento, quel guru dei blogghisti per esempio, ma cosa fanno, cosa comunicano?

Allora. Bisogna contaminarsi un po’, ma solo un po’. Trovare nel mondo «normale» le chiavi per essere avvertiti all’esterno. Non è difficile, ragazzi, certo vaglielo spiegare a Casaleggio…