Sei mesi dopo l’amata moglie Toshi è morto a 94 anni Pete Seeger, padre di tutti i cantautori, patrimonio dell’Umanità. Non è facile trasmettere alle giovani generazioni il valore morale, artistico, politico, e umano della sua vita, concepita come un dono per tutti noi. Molte sue registrazioni sono invecchiate e frusciano. Il suo sound, privo di effetti speciali, è superato… Ma per questo la sua musica era molto ‘democratica’ (tutti possono farla, basta un banjo o una chitarra). Alcuni anni fa, a una manifestazione a Roma per la democrazia in Birmania, osai intonare il classico “We shall overcome”, pensando che gli altri mi avrebbero seguito; invece fu grande silenzio. Erano tutti più giovani di me. Alla fine gentilmente mi chiesero di che cosa si trattasse: capii che nessuno di loro conosceva più la canzone di protesta più famosa degli anni ’60.

Ma non era solo protesta. Quella canzone esprimeva speranza, fiducia nella possibilità di conquistare insieme una vita migliore, un mondo migliore. Una fiducia fondata su solide basi: quelle del noi, della solidarietà (direbbe Brassens), dell’amicizia, dell’essere ‘insieme’. Perciò prima di cantare una canzone pacifista potenzialmente divisiva, (‘Bring them home’, ‘Riportate a casa i nostri ragazzi dal Viet-Nam’), Pete si rivolge gentilmente a chi ha idee diverse: “Questa non la dovete cantare insieme a me, se non siete d’accordo…”. L’amicizia, la pace oltre ogni differenza ideologica.  E generazionale: qui ricorda assieme al giovanissimo figlio Arlo Guthrie, il suo grande amico e coetaneo, Woody Guthrie, prematuramente scomparso, assieme al giovanissimo figlio Arlo Guthrie. Lo spiritual è trascinante, ma ‘Anche da voi, pubblico, dipende la riuscita di questo concerto. Avete una voce: potete decidere se usarla o meno… ’.

In questo personaggio sinistrorso, ambientalista, sospettato di marxismo, che si è battuto per la pace, per i diritti dei lavoratori, per le libertà, per i diritti umani, escluso dai circuiti televisivi del suo paese, negli anni “50 quasi fuorilegge, più che la Fede la Speranza in Dio era profonda. Questo è il testamento escatologico con cui incoraggia (min. 4ss) una giovane Joni Mitchell che, in Both Sides Now, lamenta una vita diversa da come l’aveva immaginata, sempre sconvolta da ‘nuvole’, in cui non trova l’Amore: “Daughter daughter don’t you know / you’re not the first to feel just so / but let me say before I go / it’s worth it anyway… / Someday we may all be surprised / we’ll wake and open up our eyes / and then we’ll all realize / the whole world feels the same… / We’ve all been leaving up and down / and turned around with love unfound / until we turn and face the sun / yes all of us, everyone”.

E Pete volle usare la sua voce fino alla fine: perché no? La vita è un dono meraviglioso, va usata tutta, per cose importanti e buone. Qui è con Bruce Springsteen a un concerto per Obama: con l’ultimo filo di voce canta la fierezza per i valori del proprio paese (che tanti politici e capitani d’industria vorrebbero seppellire), la fiducia nelle possibilità di ripresa dopo il disastro Bush: a condizione che tutti insieme teniamo a mente che ‘Questa terra è la nostra terra’.

Infine, la sua canzone più bella, di cui riporto sotto il testo. Fermatevi ad ascoltarla, senza fare altre tre cose nel frattempo.

Sarebbe bello se qualche direttore di Rete TV organizzasse una serata speciale, con i principali cantautori italiani che cantano ciascuno un paio di canzoni di Pete.

 

My Raimbow Race 

One blue sky above us, one ocean lapping all our shore
One earth so green and round, who could ask for more?
And because I love you I’ll give it one more try
To show my rainbow race, it’s too soon to die 

Some folks want to be like an ostrich, bury their heads in the sand
Some hope that plastic dreams can unclench all those greedy hands
Some hope to take the easy way, poisons, bombs, they think we need them
Don’t you know you can’t kill all the unbelievers? There’s no shortcut to freedom. 

One blue sky above us, one ocean lapping all our shores
One earth so green and round, who could ask for more?
And because I love you I’ll give it one more try
To show my rainbow race, it’s too soon to die 

Go tell, go tell all the little children, tell all the mothers and fathers too
Now’s our last chance to learn to share what’s been given to me and you 

One blue sky above us, one ocean lapping all our shores
One earth so green and round, who could ask for more?