“Continuiamo l’occupazione, se verranno i carabinieri ad arrestarmi, mi dichiarerò prigioniero politico“. E’ il capogruppo del Carroccio, Massimo Bitonci a guidare la protesta dei senatori leghisti che in 4 si sono affacciati dall’ufficio del presidente del Senato Pietro Grasso, per un “flash mob” in cui hanno sventolato bandiere e cartelli. 

Un’iniziativa contro la ripresa in Aula dell’esame del decreto “svuota-carceri“, che prevede anche la cancellazione del reato di immigrazione clandestina. “E’ stato invertito l’ordine del giorno – denuncia Bitonci -. Resteremo qui fino a quando non riceveremo una risposta seria sul calendario dei lavori”. Ma la protesta viene terminata dopo poco, a confermarlo la vice presidente del Senato  Valeria Fedeli: “Non è in corso alcuna occupazione degli uffici del Presidente Grasso da parte dei senatori della Lega i quali stanno intervenendo in Aula”. E dopo la conferenza dei capigruppo, la discussione sul ddl è stato spostato al 21 gennaio. Esulata il Carroccio, ma il capogruppo in commissione Giustizia del Pd, Giuseppe Lumia avverte: “Aboliremo il reato. La Lega se ne faccia una ragione”.

Ma la protesta leghista continua nell’aula di Palazzo Madama che ha ripreso i lavori per l’esame del provvedimento ribattezzato dal Carroccio  “svuota-carceri”. Lavori che proseguono nonostante i 250 emendamenti presentati dalla Lega che ha fatto scattare l’ostruzionismo con dichiarazioni di voto di 10 minuti per ognuno degli emendamenti. Di fronte a questa prospettiva, il presidente dei senatori del Partito democratico Luigi Zanda ha chiesto la riunione della conferenza dei capigruppo (convocata per le 12 e 30). Per il capogruppo dem è evidente che in tal modo “non si arriverà ad approvare se non una piccola parte del provvedimento” e di conseguenza la riunione della capigruppo si rende necessaria allo scopo di decidere il contingentamento dei tempi, “oppure che consenta di proseguire i lavori dell’aula per tutta la giornata e tutta la notte se necessario”.

Ma la Lega non si rassegna. “Quella della presidente di turno Fedeli – dichiara Bitocci – è stata una decisione molto grave. Hanno voluto forzare la mano, con arroganza, senza avere il minimo rispetto per le opposizioni. La Lega ha dimostrato con la dura opposizione di poter bloccare il provvedimento sulle pene alternative al carcere, e la maggioranza ha reagito calpestando il rispetto delle regole”. “Gli accordi presi ieri in serata – conclude – erano che stamattina si sarebbe ripresa la discussione generale sull’abusivismo edilizio. Ma al relatore del provvedimento svuota-carceri Casson, ieri afono, è tornata la voce, per miracolo… Nelle aule parlamentari non si può fare quello che si vuole. Ci sono regole che vanno rispettate”.

La vicepresidente Fedeli però precisa: “L’Assemblea del Senato questa mattina ha ripreso l’esame del disegno di legge sulle pene alternative al carcere, come previsto dal calendario approvato mercoledì scorso anche dal Gruppo della Lega Nord”. “Nel pomeriggio di ieri, a causa di una temporanea indisposizione del relatore Casson – viene ricordato – era stata unanimemente concordata l’inversione dell’ordine del giorno limitatamente a quella seduta con l’intesa che questa mattina si sarebbe ripreso il provvedimento contestato dalla Lega Nord.

E ai senatori arriva il pieno appoggio del segretario Matteo Salvini. “La Lega nord, da sola, blocca il Senato per protestare contro la schifosa legge svuota-carceri e salva-delinquenti. Bene, arrendersi mai! Sabato mobilitazione popolare fuori da 30 carceri. Le persone da aiutare stanno fuori, non dentro le galere!”, ha scritto su Facebook il segretario federale.

La Lega è impegnata anche su un’altra battaglia, quella contro il ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge. Da alcuni giorni il quotidiano La Padani ha aperto una rubrica dove vengono pubblicati gli appuntamenti del ministro. Una iniziativa che adesso punta anche sul ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato. Da due giorni anche lui è finito nella rubrica del quotidiano padano. “La Kyenge è stata scelta come ministro perché è brava o perché è di colore? Perché è di colore. E questo è gravissimo perché un ministro va scelto perché è bravo. Per questo oggi, sulla Padania, è pubblicata anche l’agenda del ministro Zanonato: lui ha fatto il sindaco ma con lo Sviluppo economico non c’entra veramente nulla. I ministri devono essere scelti per competenza e non perché rappresentano dei simboli o si vuole dare un’immagine sbagliata della nostra nazione”. Lo ha detto oggi ad Agorà su Raitre, Massimo Bitonci, presidente della Lega Nord al Senato, ribadendo come gli “articoli di Giovanni Sartori sul Corriere della Sera nei giorni scorsi, abbiano messo in risalto tutte le ambiguità di questo governo e di una sinistra buonista”.